lunedì 28 aprile 2008

Dimmi come voti e ti dirò chi sei


da "La Stampa"
Sondaggi e "partiti maledetti".

Il risultato elettorale ha preso alla sprovvista un po’ tutti, ma fra i cosiddetti osservatori - giornalisti, commentatori, studiosi, sondaggisti - lo sgomento è particolarmente acuto. Possibile che nessuno avesse intuito che cosa bolliva nella pentola della società italiana? Come mai, a due soli anni dalla catastrofe del 2006, la maggior parte degli exit-poll e dei sondaggi non sono riusciti a prevedere il risultato finale?

Ma soprattutto: perché, nelle previsioni, la sinistra è spesso sopravvalutata e la destra sottovalutata? Nel 2006 i sondaggi prevedevano una comoda vittoria di Prodi, mentre il risultato è stato un pareggio quasi perfetto. Nel 2008 i sondaggi degli ultimi giorni prevedevano una vittoria risicata di Berlusconi, o addirittura un pareggio, mentre il risultato finale è stato un trionfo della destra. Perché?

La risposta più onesta è che non lo sappiamo, e possiamo solo fare delle congetture. Fra le molte ragioni che possono aver determinato questi due scacchi consecutivi, tuttavia, ve n’è una che a me pare più importante delle altre. Gli psicologi sociali la chiamano «desiderabilità sociale», Marcello Veneziani parecchi anni fa parlò - più crudamente - di «razzismo etico». In breve si tratta di questo: quando una persona viene intervistata le sue risposte non sono influenzate solo da quel che l’intervistato pensa, ma anche da quel che l’ambiente intorno a lui gli suggerisce di pensare. Proprio così. La società, il gruppo di riferimento, i media definiscono continuamente ciò che è bene, ciò che è appropriato, ciò che è corretto, ciò che è «in». Simmetricamente definiscono ciò che è male, ciò che è inappropriato, ciò che è scorretto, ciò che è «out». Se in una società le istituzioni richiamano continuamente determinati valori (ad esempio la solidarietà) e stigmatizzano sistematicamente determinati atteggiamenti (ad esempio l’ostilità verso gli immigrati), una parte degli intervistati preferisce non rivelare le proprie preferenze se esse sembrano confliggere con ciò che è considerato socialmente desiderabile.

Che centra tutto questo con il voto di domenica? C’entra, ma bisogna far intervenire nel discorso il razzismo etico. Una parte della società italiana è afflitta da razzismo etico, nel senso che considera moralmente inferiore chi vota per forze politiche cui essa - la parte sana del Paese - non riconosce piena legittimità democratica. Specie fra coloro che esercitano professioni artistiche o intellettuali dichiararsi di destra, o peggio votare un partito come la Lega, o Forza Italia, o la Destra provoca imbarazzo, sdegno, costernazione, incredulità. Di fronte a certe persone, confessare di aver insidiato una bambina è meno imbarazzante che confessare di aver votato per il partito di Calderoli.

Questo sentimento di disapprovazione non è quasi mai esplicito, ma genera un clima che definirei di intimidazione dolce. Tutti possono dire e fare quel che vogliono, ma sanno anche che - in molti contesti - saranno giudicati severamente se confesseranno di aver votato determinati partiti. In breve, c’è una parte del Paese che si sente nella posizione di giudicare gli altri, e c’è una parte del Paese che - proprio per questo - si sente permanentemente sotto esame. In questo diabolico meccanismo è caduto persino Veltroni, che pure aveva fatto del rispetto dell’avversario una delle novità fondamentali della sua campagna elettorale: qualche giorno prima del voto, sfidando Berlusconi a sottoscrivere quattro principi di «lealtà repubblicana», si è posto nella posizione di chi, in quanto depositario del bene, si sente autorizzato a fornire patenti di legittimità democratica all’avversario politico (da questo punto di vista le posizioni girotondine appaiono molto più coerenti, o meno insincere: chi pensa che Bossi e Berlusconi siano due pericoli mortali per la democrazia, giustamente considera un errore politico la linea del pieno rispetto dell’avversario).

Può sembrare incredibile, ma le ricerche degli studiosi dimostrano che - quando è intervistata - la gente si vergogna di un sacco di cose, comprese le più innocenti (ad esempio guardare parecchia televisione). Del resto ce l’aveva già spiegato Altan molti anni fa, con la famosa vignetta in cui il militante di sinistra confessa a se stesso: «A volte mi vengono delle idee che non condivido». Se le cose stanno così, il fallimento dei sondaggi diventa meno inspiegabile. Nella cultura italiana i luoghi comuni della sinistra «politicamente corretta» sono diffusi in modo leggero ma capillare. Per molti cittadini progressisti o illuminati se voti Forza Italia come minimo sei un affarista, un mafioso, o un abbindolato. Se voti Lega sei una persona rozza, egoista e intollerante. Se voti i post-fascisti non hai diritto di sedere al desco dei veri democratici. Se sei di sinistra e ti capita di comprare il Giornale ti guardano come se avessi acquistato un rotocalco pornografico (è successo a me).

Insomma, non è sempre e ovunque così ma lo è spesso, specie nei luoghi che contano. Molti elettori di destra se ne infischiano, ma una parte non trascurabile di essi preferisce tenere coperte le proprie carte. Sul lavoro, nelle cene, al bar, ma anche nei sondaggi. Se pensi di votare un partito «democratico» o pienamente sdoganato non hai seri timori a rivelare la tua scelta, ma se hai in animo di votare un «partito maledetto» - ossia un partito di cui i «sinceri democratici» dicono tutto il male possibile - puoi essere tentato di non scoprirti, magari dichiarandoti indeciso, o astensionista, o sostenitore di un partito né carne né pesce (è per questo che, in passato, i Verdi erano sempre sopravvalutati nei sondaggi). Qualche anno fa mi è capitato di scrivere, anche sulla base di una analisi degli atteggiamenti dell’elettorato italiano, che il «complesso dei migliori» era una delle grandi malattie della cultura di sinistra. Il fatto che ancor oggi tante persone preferiscano non rivelare il loro voto quando esso si indirizza verso i «partiti maledetti» mi fa pensare che, nonostante Veltroni (o grazie a lui?), da quella malattia l’Italia non sia ancora uscita.
 
Luca Ricolfi

lunedì 21 aprile 2008

Riprendendo

Ilvo Diamanti: Analisi di un voto


di Ilvo Diamanti

A leggere i titoli dei giornali di oggi c'è da stropicciarsi gli occhi. Pare di essere tornati indietro di 10-15 anni. Ai trionfi di Forza Italia e della Lega. Una marcia rapida verso il passato. Con la differenza che, allora, Lega e FI erano concorrenti. Alle elezioni del 1994: vinsero insieme, nel Polo delle Libertà. Ma FI cannibalizzò la Lega. Nel 1996 avvenne il contrario. La Lega corse da sola, contro il Polo. E sfondò, nel Nord, realizzando il maggiore risultato della sua storia. A spese di FI.
In queste elezioni, invece, la Lega si è affermata, anzi, ha trionfato alleandosi con FI e AN, confluiti nel Popolo della Libertà. L'ultima invenzione di Silvio Berlusconi. Non un leader, ma, come ha sottolineato Mauro Calise sul Mattino, "il capo". Un accordo vantaggioso per tutti. Il Pdl, nel Centrosud, ha, infatti, ampiamente recuperato i voti "ceduti", nel Nord, alla Lega. Che, peraltro, ha conquistato alla causa comune consensi che vanno molto al di là dei confini di centrodestra. Quanto alle forze politiche di centrosinistra, si tratta di una pesante sconfitta. Al di là delle attese. Disastrosa per la Sinistra Arcobaleno. Per capire perché e come sia avvenuto tutto ciò, conviene precisarne meglio le misure, le dinamiche, la geografia, la sociologia del risultato. In modo sommario e, necessariamente, approssimativo.

1. Il successo di Berlusconi è stato netto. La sua coalizione ha ottenuto oltre 17 milioni di voti alla Camera. Circa 3 milioni e mezzo in più dell'alleanza Pd e IdV, che sosteneva Veltroni. La quale prevale solo nelle regioni rosse (+14 punti percentuali). Inoltre, c'è equilibrio nelle regioni del Centrosud (Lazio, Abruzzo e Molise: +2 punti per il Cavaliere). Mentre nelle altre zone il successo di Berlusconi appare schiacciante: +17 punti nel Nordovest, +19 nel Nordest, +15 nel Mezzogiorno e nelle Isole. Difficile, per il centrosinistra, agitare la "questione settentrionale", questa volta. Perché altrettanto grave, per questa parte politica, risulta la "questione meridionale". D'altronde, nel Sud, la coalizione di Veltroni, rispetto al 2006, è cresciuta di un solo punto, grazie all'IdV.

2. Dal punto di vista territoriale, il Pdl è il primo partito in 67 province, il Pd in 35, la Lega in 6. Il Pd prevale nelle tradizionali regioni rosse (Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche). Inoltre, nelle nuove regioni "rosa" del Centrosud: Molise e Basilicata. Mentre crolla in alcune regioni dove, negli ultimi dieci anni, si era consolidato. Fra tutte: la Campania.

3. La Lega si impone ovunque, nel Nord padano. Ma soprattutto nelle sue zone di origine. Nelle zone pedemontane, che hanno conosciuto negli ultimi vent'anni una grande crescita dell'economia di piccola impresa. Supera il 30% in 5 province: Sondrio, Verona, Bergamo, Vicenza e Treviso. Ma in altre 20 va oltre il 15. Da Belluno a Cuneo, passando per Brescia, Como e Varese. La stessa mappa del '92. Che, a sua volta, riassume la propagazione del voto leghista dal 1983 in poi. La sorpresa di chi continua a sorprendersi dei successi della Lega, a intervalli regolari, è, quindi, fuori luogo. Oggi è il partito che ha più storia tra quelli presenti in Italia. Viene da lontano. Ha quasi 30 anni. È radicato. Governa città e province. Nel 1993 (qualcuno lo dimentica) conquistò Milano.

4. Il Pdl è partito più forte in quasi tutto il Mezzogiorno, isole comprese. Soprattutto in Sicilia, dove raggiunge livelli elevatissimi. Ma è forte anche nel Nordovest. Ripercorre e riproduce la geografia e la biografia dei soci fondatori. FI, che, fin dall'origine, ha ottenuto le migliori performance nel Nordovest, lungo l'asse che collega Milano alla Liguria Occidentale; nelle isole, soprattutto in Sicilia; nella fascia tirrenica del Mezzogiorno. An: che ha ereditato e rafforzato il bacino elettorale del Msi, nel Centrosud, lungo l'asse che unisce il Lazio alla Puglia.

5. Malgrado il profondo rinnovamento dell'offerta politica degli ultimi mesi, quindi, la geografia del voto non è cambiata. Le fedeltà politiche territoriali degli italiani appaiono più forti di ogni influenza mediatica. Più vischiose di ogni personalizzazione.
La novità, semmai, è che la Lega, per la prima volta, ottiene un risultato travolgente insieme al centrodestra. Non "sola contro tutti". Probabilmente perché, in questi anni, ha potuto operare all'opposizione. La posizione che sa sfruttare meglio.

6. Infine, l'Udc ha tenuto il suo segmento di voti. Limitato, ma comunque stabile. Le forze politiche della Sinistra Arcobaleno, invece, hanno subito un vero tracollo. Hanno perduto il 7% su base nazionale. Nel 2006, avevano ottenuto oltre il 10% dei voti validi. Alle elezioni dei giorni scorsi, insieme, poco più del 3%. Oltre due milioni e mezzo di voti in meno.

7. Una voragine aperta nel centrosinistra. Che la coalizione guidata da Veltroni ha colmato in minima parte. IdV ha sicuramente ottenuto un buon risultato. Il 4,4%. Quasi il doppio rispetto a due anni fa. Quanto al Pd, se consideriamo insieme i partiti che ne fanno parte (oltre a Ds e Margherita, anche i Radicali e la lista dei Consumatori), rispetto al 2006 si osserva una crescita molto ridotta: meno di 1 punto percentuale. Che si realizza soprattutto nelle zone rosse e nel Centrosud. Mentre nel Nord e nel Mezzogiorno è sostanzialmente fermo. Oppure perde qualcosa. In altri termini: il Pd ha intercettato i voti delle forze politiche che lo hanno promosso. Ma non è riuscito ad attrarre flussi aggiuntivi. Dal centro e soprattutto da sinistra.

8. Così, se consideriamo il bacino elettorale di destra e sinistra delineato dalla Cdl e dall'Unione nel 2006, oggi, il piatto della bilancia pende decisamente a destra. In particolare, i voti delle forze politiche di centrosinistra (l'Unione), rispetto a due anni fa, sono calati di quasi 7 punti percentuali. Esattamente quelli perduti dalla Sa. Finiti, evidentemente, altrove. Insieme a molti socialisti. Se osserviamo i primi flussi elettorali (elaborati da Ipsos su dati aggregati, utilizzando il modello di Goodman), ne abbiamo conferma. Su 10 elettori dei partiti di sinistra radicale, infatti, sembra che meno di 3 siano rimasti fedeli, altri 2 abbiano votato per il Pd e IdV, seguendo il richiamo del voto utile. La metà di essi, invece, si è divisa equamente, fra l'astensione e altre formazioni politiche. In minima parte di estrema sinistra, soprattutto di centrodestra. Per il Pdl, nel Mezzogiorno. Per la Lega, in molte zone del Nord.
Non ci soffermiamo sulle ragioni politiche di questa diaspora. Ci limitiamo, invece, a sottolineare come contribuisca a enfatizzare un problema di rappresentanza e di prospettiva, già evidente in passato. Come hanno mostrato le indagini di Demos, pubblicate su Repubblica nelle ultime settimane, il Pd prevale, sotto il profilo elettorale, fra gli impiegati pubblici e i pensionati. Mentre il Pdl supera, nettamente, il Pd fra gli imprenditori, i lavoratori autonomi e i dipendenti del privato. Infine, tra i giovani (soprattutto se lavorano).

Da ciò l'interrogativo. Quale futuro può attendere una forza politica riformista di centrosinistra asserragliata nelle tradizionali regioni rosse? Straniera nel Nord e spaesata nel Mezzogiorno? Se non riesce a parlare ai più giovani, alle classi produttive? Ai ricchi e neppure ai più poveri?

martedì 15 aprile 2008

La nuova Camera 2008: Ripartizione Seggi



PD=210   Idv=31   altri=2   UDC=34   Lega Nord=47   Mpa=9   PdL=284   

Il Nuovo Senato 2008: Ripartizione Seggi



PD=122   Idv=15   altri=3   UDC=2   Lega Nord=23   Mpa=3   PdL=141

domenica 13 aprile 2008

Leggero calo di affluenza


Si profila una flessione piu' accentuata dell'affluenza alle urne alle ore 22. I dati, ancora provvisori, provenienti dal Viminale indicano che a quell'ora si era recato a votare il 63,10% degli aventi diritto, contro il 67,08 del 2002, com una diminuzione del 3,98%. Alle 19 avevano votato il 48,68% degli aventi diritto, a fronte del 52,16% del 2002, con una diminuzione di 3,3 punti percentuali. Alle 12 la riduzione era stata di 1,3 punti.

domenica 30 marzo 2008

Per chi votare? Openpolis vi viene in aiuto con "Voisietequi"


Se siete indecisi e non sapete come votare, vi consiglio di provare a fare il test di voisietequi. Il tutto è stato fatto da volenterosi ragazzi della comunità di “Openpolis” già su questo blog abbondantemente menzionata. Io ho fatto il test e mi trovo vicino ad IDV. Il test induce chi lo fa a rispondere a 25 temi onde valutare poi a quale schieramento si è più vicini.
Sotto riporto alcune domande che vengono di solito rivolte:

chi vi finanzia?
 
Vogliamo fare un sacco di cose e abbiamo bisogno di circa 100mila € per il 2008.
Abbiamo avviato una campagna di donazioni
Naturalmente non accetteremo mai contributi che possano mettere a rischio l'indipedenza e l'imparzialità del progetto.
In ogni caso il vero finanziatore sarà il lavoro della comunità in fase di realizzazione, gestione e immaginazione.

come sono stati selezionati i temi?

Gli utenti di openpolis hanno proposto 221 temi che sono stati votati e commentati da tutti. Tra i temi più votati sono stati selezionati, dopo partecipata discussione, i 25 scelti per voisietequi.

come avete determinato le posizioni dei partiti?


Abbiamo spedito il questionario con i 25 temi a tutti i partiti, richiedendo di indicare le posizioni ufficiali.
Le posizioni riportate in voisietequi, sono quindi quelle ufficiali per i partiti che ci hanno risposto. Per gli altri, le posizioni sono state determinate da un lungo e faticoso lavoro comunitario di ricerca tra programmi, voti parlamentari, dichiarazioni dei leader.
Qui trovi tutto questo lavoro di documentazione, svolto dalla comunità di utenti del progetto openpolis.

quali partiti hanno risposto al questionario?

Tutti quelli presenti in voisietequi tranne Partito Democratico, UDC, La Destra. Di quest'ultimo ci sono arrivate risposte parziali e fuori tempo massimo.

Cliccate dunque sulla parola "Voisietequi" in cima a questo post e provate a fare il test, inserite quindi i commenti qui. Credo di poter dire che in fase di verifica il test ha dato riscontro ad una certa veridicità.

Saluti,
Mirco Marchetti

Bruno Vespa?..ma mi Facci il pacere!

Bruno Vespa, a "Porta a Porta" di qualche settimana addietro, ebbe a sostenere la “pericolosità” di internet e, nella fattispecie, iniziò una demonizzazione dei blog. E’ chiaro che internet è un mezzo ed in quanto tale, risulta efficace o dannoso dall’uso che se ne fa nella stessa maniera in cui, con un coltello posso io affettarci pane e salame, o dare una coltellata a qualcuno. Ogni mezzo presuppone qualcuno che lo manovri assecondando certe finalità che possono essere, nobili o ignobili. Nella stessa trasmissione, il giornalista Facci sosteneva che: “la rete non esiste”. Se non esistesse di che preoccuparsi allora?
E’ chiaro che, se fino ieri a scrivere ed aver una certa visibilità sui media tradizionali potevano essere solo certe categorie sottoposte a controlli burocorporativi facendo mostra dei loro bei timbri tondi e giornalisti si diventava solo a certe condizioni, spesso assecondanti certe particolari linee editoriali adagiate sulla garanzia di fedeltà a certi sistemi di potere, con l’avvento di internet le informazioni sfuggono al controllo delle oligarchie. Vespa, vessillo acquietato dai lauti stipendi che il conservatorismo gli concede fa il suo mestiere, in maniera patetica e, mi vien da aggiungere tenera, ma fa il mestiere di difendere chi lo nutre. E’ pur evidente che, se Beppe Grillo, oscurato dai media tradizionali (TV e Giornali), riesce a trovare una sua nutrita nicchia di audience e portare sulle piazze tante persone attraversu un blog esso fa traballare le certezze di un potere che perde linfa nello sfuggire di un controllo che gli garantisce sussistenza. Vespa e tanti altri vessilli e lustrascarpe che da questo sistema hanno tratto fortuna e sostentamento, combattono con la demonizzazione un avvento tecnologico con i mezzi che rendono sempre più offuscata la loro immagine, immagine che un tempo veniva subita dal cittadino ed imposta dall’establishment. Oggi il sistema si fa più interattivo e Vespa me lo posso scegliere o “bannare” (termine internettiano che significa “cancellare”), sono sempre più io che decido e, chiaramente, Vespa da buon vessillo non ci sta. Sappiamo benissimo, ma forse Vespa non se ne è accorto ancora, che già grandi quotidiani internazionali stanno propendendo per la pubblicazione via internet abbandonando il cartaceo e che tra qualche anno il cartaceo sarà un ricordo. Si attende solo che internet divenga un mezzo di comunicazione di massa a largo raggio. Nel futuro saremo sempre più noi, assecondando un certo libero arbitrio, a scegliere ed interagire con chi riteniamo essere meglio rispondente ai nostri bisogni ed alle nostre finalità, ma ciò ci accollerà una crescita morale ed una maturità, ma anche competenze che, probabilmente, i Vespa di turno credono di avere solo loro. Viva i blog quindi e ben venga la crescita della rete ma voglio altresì aggiungere che, se è vero che i mezzi tradizionali vendono anche finzioni e falsità pure in rete troviamo belle cose ed ottime informazioni, ma pure falsità ed illusioni. Sta a noi usare il mezzo nella maniera migliore e, purtroppo, come ben sosteneva qualcuno, il mezzo (medium) è il messaggio, nel senso che se una cosa la dice il TG1 o il TG3, piuttosto che Tele2000, essa cosa appare più vera data l’autorevolezza che riconosciamo ai primi due sulla seconda emittente, così dicasi per internet e la rete in cui occorre noi ci si riconosca l’autorevolezza di dirigerci verso scelte in un fare autodeterminantesi.

Approfitto di questo post per mettere all’evidenza un sito che, visti i tempi, potrebbe essere di una qualche utilità per il cittadino chiamato sempre più ad accollarsi l’onere di una scelta:

http://www.prezzibenzina.it/distributore.php?di_id=100&carburante=verde95&limit=50&offset=0

dategli un’occhiata e,
Saluti,
Mirco Marchetti

sabato 22 marzo 2008

A quale fazione appartiene Eugenio Gulini?

A fronte degli ultimi articoli apparsi sul Corriere Adriatico e volendo, facendo parte del direttivo di “Sinistra per Fermignano”, correggere le inesattezze riportate in maniera tendenziosa dal giornalista Eugenio Gulini, oramai sceso nell’agone politico, non si capisce bene se con il centrodestra o con Rifondazione Comunista, di cui non parla mai, anche se sull’immobilismo di Rifondazione di Fermignano c’è ben poco da dire se non prenderne atto, voglio fare alcuni semplici precisazioni. Voglio ricordare anzitutto che Piero Benedetti, da persona seria e coerente quale ha mostrato più volte di essere, consapevole che non si possono fare molte cose contemporaneamente, aveva già manifestato l’intenzione di abbandonare il suo impegnativo compito di medico nell’ospedale urbinate nel caso avesse vinto le elezioni e fosse stato incaricato a fare il sindaco, poiché, secondo lui, era impossibile svolgere al meglio i due compiti in contemporanea. Sappiamo tutti come sono poi andate le cose. A quasi due anni di distanza, il dottor Benedetti, medico capace, sensibile e competente, vince un concorso come primario nell’ospedale di Cagli, a quel punto, visto che l’impegno con Cagli era molto oneroso e, da persona seria qual è, valutò, assieme a noi, l’opportunità di abbandonare l’incarico di capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale, incarico che, a suo parere non avrebbe potuto più assolvere con l’impegno che si era precedentemente dato. La cosa dispiacque a tutti, ma è opportuno che ognuno segua pure le tendenze del cuore e, per quel che lo conosco, il dottor Benedetti, so che svolgerà il suo incarico di primario medico con la competenza, la sensibilità e la serietà che nel tempo gli abbiamo riconosciuto. Piero Benedetti continuerà invece ad essere, il coordinatore de “Il Vascello”, di cui io personalmente sono un socio fondatore, un’Associazione Socio-Politica, ma non partitica, che ha avuto il merito di proporre iniziative varie tanto entusiasmanti quanto sottaciute dai mezzi di massa tradizionali e dai quotidiani locali.

L’esigenza poi, di una esemplificazione politica, se da un lato portava alla costituente del PD fermignanese coordinato da Patrizia Smacchia, dall’altra nasceva una fase costituente che avrebbe condotto persone singole e partiti vari, tra cui l’IDV di Fermignano a dar vita ad un movimento, locale e confederato, chiamato Sinistra per Fermignano (SpF) assecondando una logica progettuale ed il più possibile avulsa a tentazioni personalistiche che tanto intrigano il Gulini politico e Rifondazione Comunista di Fermignano, ma che nulla c’entrano con la politica ed il suo agire. In maniera collegiale, SpF elesse Arpo Angeli quale suo coordinatore a capo di un direttivo di otto persone pensanti e non eterodirette. Questo è quanto.

L’Unione per Fermignano è al momento l’alleanza iniziale di varie forze del centrosinistra e da cui si sono defilati, per motivazioni differenti, i Rep. Europei e Rifondazione Comunista di Fermignano, ciò non significa che non esista, semmai significa che alcune forze se ne sono allontanate creando al centro-sinistra una frammentazione ulteriore che vede, l’Unione per Fermignano, Rep.Eu. Rifondazione Comunista di Fermignano ed il Ponte Lista Civica. A questo punto, in onore di una corretta informazione, la tendenziosità del giornalista Eugenio Gulini, forse troppo intriso in fatti personali nutriti di rancore verso persone specifiche, fa di ciò che il Corriere Adriatico spaccia per informazioni, una vera e propria battaglia politica che persegue obiettivi specifici, tanto che il Gulini nel far credere di informare in realtà non fa che condurre una sua propria e personale battaglia politica, infarcendo i suoi articoli con termini come “comunella”, “incontri segreti”, non rispettando e non riconoscendo alcun ruolo nei reali attori del panorama politico fermignanese. Ad esempio, Arpo Angeli in qualità di coordinatore di SpF, dovendo concordare un incontro con il PD, non si sente in segreto con la Topi, ma condivide con il coordinatore del PD, Patrizia Smacchia, data ed ordine del giorno ed il tutto avviene nella più completa trasparenza. Il fatto che alcune forze politiche, ossessionate da certi nomi, così il giornalista Gulini che maldestramente usa condire i suoi articoli con termini tendenziosi e fuori luogo, mi lascia supporre che, concedendo grande potere a vecchie nomenclature, essi stessi si sentano orfani di qualcosa che gli garantiva una sensata esistenza. Noi facciamo politica, SpF ad esempio ha proposto ed attivato molte iniziative, su LAR, General Music, Corsi Gratuiti per badanti, Iniziative varie e proposte sull’immigrazione, raccolta firme per attivare l'ADSL a Bivio Borzaga, domande sul Centro per disabili gravi di San Silvestro et cetera, ma ad alcuni queste cose non interessano, quanto invece i sassolini che vorrebbero togliersi dalle piccole scarpe che si ritrovano appiccicate a piedi sempre più immobili. Fanculo la diplomazia quindi e si vesta da politico chi fa politica, quale forza imprime la tendenziosità agli articoli di Eugenio Gulini?

Mirco Marchetti

martedì 11 marzo 2008

Proposta Consulta Immigrati


Questa è una proposta che personalmente ho sottoposto al Tavolo "Sociale ed immigrazione" dell'Associazione Socio-Politica "Il Vascello" nella convinzione che certe decisioni vanno prese tutti assieme in un'ottica di responsabilizzazione reciproca. Ovviamente, essendo solo una proposta, la si consideri come bozza di partenza su cui lavorare.

                                                           CONSULTA IMMIGRATI

La Consulta ha i seguenti compiti:

1) La Consulta viene sentita per compiere riflessioni e valutare le “reali” condizioni dei cittadini stranieri in rapporto ai cittadini autoctoni nel Comune di Fermignano. E’ anche lo strumento attraverso il quale l’Associazione “Il Vascello” può aver accesso ad informazioni riguardo condizioni e problematiche comunitarie legate ad un processo di integrazione che si ritiene contestualmente auspicabile.
2) La Consulta costituisce un punto di riferimento per le attività di studio, di informazione, di aggregazione e di confronto su problematiche che possono presentarsi per le difficoltà intrinseche, dei cittadini tutti, di creare modalità di convivenza che possano garantire una civile, costruttiva e sicura convivenza nel Comune di Fermignano. Può altresì occuparsi dei diversi aspetti contestuali al problema e che vanno dal lavoro alla cultura ed al tempo libero, dalla salute ai servizi, allo scopo di favorire il dialogo e l’integrazione tra le diverse culture e la prevenzione di tutte le forme di xenofobia, razzismo, prevaricazione, violenza, per l’affermazione dei diritti della persona.
3) La Consulta studia e ricerca modalità di intervento volte alla realizzazione di iniziative e progetti su problematiche emergenti.

Costituzione Consulta

La Consulta è composta da un rappresentante per ogni etnia e che da questa viene quindi indicato come elemento autorevole e cosciente del problema.

Posto che nel Comune di Fermignano, su un totale indicativo di oltre mille stranieri immigrati (ultimi dati ISTAT), ripartiti principalmente su 4 etnie (40% marocchini, 20% albanesi, 9% Macedoni, 8% Iraniani, 23% Altri..) si ritiene di pensare la Consulta in oggetto composta, per lo meno inizialmente da:

N° 1 membro rappresentante comunità marocchina
N° 1 membro rappresentante comunità albanese
N° 1 membro rappresentante comunità macedone
N° 1 membro rappresentante comunità iraniana
N° 1 membro rappresentante comunità italiana

Il Coordinamento della Consulta viene delegato, per elezione diretta, ad un membro dell’Associazione il Vascello appartenente al Tavolo sociale ed immigrazione.
La Consulta può pensare di invitare Consulenti esterni in base all’ordine del giorno.
Nelle prime sedute convocate da “Il Vascello”, viene eletto il coordinatore della Consulta. La Carica ha durata biennale.
A cura della Consulta possono essere realizzate anche attività di informazione, “Sportelli” per l’ascolto dei problemi che possono nascere da controversie inter-etniche, giornate di studio e di aggregazione. Tali iniziative dovrebbero trovare ampi spazi di collaborazione con i servizi del territorio, con le associazioni del volontariato e del tempo libero e con altri servizi.
La Consulta svolge altresì funzioni autonome finalizzate alla migliore conoscenza dei bisogni e dei servizi per i cittadini, indigeni ed autoctoni e può raccordarsi con altre consulte e/o comitati del territorio, con gruppi anche spontanei ed informali che si occupano di problematiche inerenti.

Pro-posta
Mirco Marchetti

sabato 8 marzo 2008

La Risposta del PD di Fermignano a Cancellieri

Pubblico, dandone ospitalità sul mio blog, la pronta risposta data sul Messaggero-Pesaro dalla coordinatrice locale del PD, Patrizia Smacchia, alle affermazioni gravi fatte dal Sindaco Giorgio Cancellieri e riportate anch'esse su questo blog:

Sabato 08 Marzo 2008

FERMIGNANO - Dopo l’incendio di martedì pomeriggio, nella palazzina di via Carducci, probabilmente causato accidentalmente da un bambino marocchino, a Fermignano continuano a divampare le fiamme. Questa volta, però, ad alimentarle sono le polemiche tra Lega e Pd. Le pesanti dichiarazioni del sindaco leghista, Giorgio Cancellieri sulle conseguenze ai due nuclei familiari: «A me preme il disagio bestiale subito da una famiglia di fermignanesi» oppure «i più grandi problemi vengono creati sempre da famiglie straniere» hanno sollevato la reazione del circolo locale del Pd. «Le affermazioni del nostro sindaco - spiega la coordinatrice Pd, Patrizia Smacchia - sono l’esempio di una politica non degna di definirsi tale, che ha solo l’obiettivo di inasprire il conflitto sociale e l’odio verso gli stranieri. Com’è possibile che un fatto grave ma comunque accidentale possa venire strumentalizzato per ricordare a tutti quanto il sindaco sia affezionato ai fermignanesi e, per ragioni di opportunità politica, li difenda da tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di nascere a Fermignano?». La coordinatrice Smacchia insiste, inoltre, sulla necessità di porre subito rimedio all’emergenza in cui ora versano le due famiglie che hanno visto distrutto il proprio appartamento. Entrambe le famiglie, senza alcuna distinzione. «L’incendio ha distrutto due appartamenti - continua - e due sono le famiglie che ne devono subire le conseguenze. L’appello che rivolgiamo al sindaco è quello di trovare subito una soluzione per ambo le famiglie. Di fatto, una politica discriminatoria e razzista non è la soluzione al problema che l’immigrazione rappresenta. Un’amministrazione lungimirante non può vedere nell’innalzamento dei muri, nella caccia alle streghe, la soluzione ai problemi».
Lu.Fa.

venerdì 7 marzo 2008

Comunicazione da OpenPolis


Si informa che:
da lunedi 10 inizia marzo la discussione sulla scelta dei temi più votati da
sottoporre ai partiti e che formeranno il test di voisietequi.

La discussione avverra' sulla mailing list di openpolis, quindi chi
vuole partecipare e' necessario che si iscriva alla lista:
http://lists.openpolis.it/cgi-bin/mailman/listinfo/voisietequi

Le regole che governeranno il processo sono descritte sul sito:
http://www.openpolis.it/faq#faq_23

Quindi tenetevi pronti, ci aspetta un non facile lavoro di selezione e
raffinamento che dovra' terminare non oltre il 14 marzo.

Gia' da una decina di giorni abbiamo contatto i partiti per chiedere la
loro disponibilita' a rispondere ai temi che verranno selezionati. Si sono
detti ufficialmente disponibili: PDL, Lega e Partito Socialista. Gli altri
si sono detti interessati, aspettiamo la loro adesione ufficiale. L'UDC e'
l'unico partito che ha detto che non vuole partecipare. Naturalmente per i
partiti che non risponderanno al test, la comunita' dovra' fare il lavoro
di rintracciamneto delle fonti (programmi, dichiarazioni, voti in
parlamento) per consentire di ricavare la posizione su ogni tema.

Per quanto riguarda i temi, le proposte sono arrivate a 172:
http://www.openpolis.it/posizioni/random
con buona partecipazione degli utenti.

In questi giorni abbiamo lavorato per migliorare openpolis:
- nella pagina personale dell'utente ci sono i temi proposti con la
priorita' raggiunta e il numero di commenti ricevuti
- e' stato raffinato il motore di ricerca che ora fornisce risultati
migliori soprattutto nella ricerca dei politici - stiamo testando i nuovi
server che permetteranno di reggere un traffico pesante per voisietequi -
in arrivo una nuovissima interfaccia grafica ...

Buona partecipazione a tutti.
inviato da,
Openpolis

giovedì 6 marzo 2008

Fermignanofilia vs xenofobia?

da: Il Messaggero-Pesaro

di ELISABETTA ROSSI
FERMIGNANO – L’incendio della palazzina infiamma il cuore del sindaco. Il cuore leghista di Giorgio Cancellieri: «E’ vero che c’è il disagio della famiglia marocchina, ma a me preme il disagio bestiale subito da una famiglia di fermignanesi. Fermignanesi doc da generazioni». Marocchine doc sarebbero invece le mani da cui è partita la scintilla che ha scatenato l’inferno di fuoco al civico 17 di via Carducci. Le piccole mani di un bimbo di 3 anni. Esclusi il corto circuito e il dolo, sembra infatti che sia stato il figlio piccolo della famiglia straniera ad appiccare il rogo giocando con un accendino sul divano. In casa con lui c’era lo zio, un uomo di 34 anni, che al momento dell’incendio si sarebbe trovato in un’altra stanza, forse in cucina. «Ci sono pareri contrastanti –continua il sindaco– qualcuno dice che lo zio si sarebbe addormentato con la sigaretta accesa nel letto». Fatto sta che l’incendio ha reso inagibili i due appartamenti, quello del primo piano occupato dagli inquilini marocchini e quello del piano di sopra della famiglia del geometra Falasconi. «Sento il dovere morale – continua – di aiutare innanzitutto i miei concittadini. Non sanno neppure a chi rivolgersi per i danni. Sperano che spettino al proprietario perchè tanto sanno già che dai marocchini non avranno un euro». Non crede che sarebbe potuto capitare anche a dei fermignanesi? «Sì – replica – anche se so per certo che i più grandi problemi vengono creati sempre da famiglie straniere. Abbiamo i servizi sociali intasati dalle loro richieste. Per non dire dei problemi di ordine pubblico».
Il sindaco ci va giù molto pesante. Ma non sembra che ci si faccia scrupoli al momento di affittare le case agli stranieri. «E infatti i primi traditori della nostra terra siamo noi – sbotta – Ci siamo tirati giù le braghe di fronte a loro. Siamo noi a togliere i crocifissi, a non fare i presepi. Tutti quelli che hanno dato le case in affitto ora si sono pentiti. Anche gli imprenditori si lamentano». Non si rischia così di fare di tutta l’erba un fascio? «Sì, e infatti ci sono tanti bravi marocchini che sono i primi a denunciare i connazionali delinquenti».


Considerazioni a margine dell'articolo


La discriminazione è l’anticamera del razzismo affermava il Canestrari ed il nostro Sindaco, o meglio, il Sindaco di chi meglio gli è gradito, discriminando in base al luogo di provenienza, credo possa meritarsi a tutto tondo l’epiteto di razzista “doc” aggiungendo che, sempre secondo un oscuro pseudo pensiero fermignanese, essere razzisti è quasi uno status sociale di cui essere orgogliosi, come ben dichiarava senza falsi buonismi ed ipocrisie il capogruppo di maggioranza consigliare, non ché leghista pure lui, Lunghi Daniele.
Ora, io non vorrei contraddire l’iconolatria che contraddistingue certi personaggi aggrappati ad un simbolismo ingenuo poiché svuotato di contenuti significanti ma, vorrei ricordare a lor signori la storia di quel Martino, poi fatto santo, il quale donava il suo mantello al contaminante lebbroso e, seppur egli fosse un forestiero, senza chiederne il luogo di provenienza o garanzie d’appartenenza tali da fargli appioppare il marchio “doc” Martino prestava aiuto ad un uomo che viveva in stato di bisogno. Questo è lo spirito del cristianesimo e si riassume nel fatto di amare il prossimo come se stessi, di non fare agli Altri ciò che non vorremmo fosse fatto a Noi. E’ del tutto evidente quindi che questo parziale sindaco, facendosi portatore di idee blasfeme e che pongono l’enfasi su termini quali: “traditori”, “denominazioni di origini controllate (doc)” per ciò che attiene alla supposta fermignanesità, “prima i nostri poi, forse, i loro”, si fa interprete e portatore di una delle idee più deleterie e che ben ha veicolato l’anticristo nella storia del pensiero umano degradandolo al ruolo di belva. Stiamo attenti dunque a come certe problematiche vengono gestite, non scivoliamo nel buonismo di maniera, ma neppure può essere concesso a nessuno di far passare certe bestialità che rievocano trascorsi oscuri e dolorosi già conosciuti nei corsi e ricorsi dell’umana storia. Facciamoci piuttosto portatori del verbo e dei valori che quel Cristo morto in quella croce veicolò tra tutte le genti. Non basta tenere appeso ad un muro un crocefisso per dirsi cristiani. A questo proposito voglio concludere con la bella frase di Jaspers: “
..la cultura è un sottile velo disteso su quel vulcano che è l’uomo: ma basta un nonnulla perché il velo si laceri ed erompa dal fondo oscuro un’esplosione di sentimenti e di passioni che hanno origine nella storia ancestrale dell’uomo”.

Saluti,
Mirco Marchetti


lunedì 3 marzo 2008

Sondaggio

Autore:
Istituto Demopolis

Committente/ Acquirente:
Istituto DEMOPOLIS per i media nazionali (pubblicato su Libertà, La Sicilia, Fatti.it, Il Tirreno, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Mantova, ecc.)

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Campione casuale rappresentativo dell'universo di riferimento, stratificato per classi di età, sesso, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni:
Sondaggio telefonico CATI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
1.016 intervistati. Universo di riferimento: cittadini maggiorenni residenti in Italia

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 25/02/2008 ed il 28/02/2008

QUESTIONARIO

QUESITO n.1
Domanda : Se domani si tenessero le elezioni politiche nazionali, a quale partito darebbe la sua preferenza?.