martedì 5 agosto 2008

Proposte per le banche

Dov'erano la Consob e la Banca d'Italia quando avvenivano gli scandali finanziari? Non ci convince che non ne sapessero niente, ma ci convince la loro connivenza, se non la complicità.

Noi dell'Italia dei Valori abbiamo preparato un pacchetto di leggi che in materia di risparmio e credito mirano a trovare fondi per il rilancio dell'economia del Paese. Ma invece di prendere ai deboli per dare ai forti, toglie ai furbi per dare a tutti i cittadini.

Tra le nostre proposte di legge prevediamo l'abolizione della clausola di massimo scoperto bancario, misure per l'introduzione della ''proprietà popolare della moneta'', il divieto per i comuni di piccole dimensioni di sottoscrivere strumenti finanziari derivati, la vendita parziale delle riserve auree dello Stato a beneficio del debito pubblico, nuove norme sulla proprietà della Banca d'Italia e la trasformazione delle banche popolari in società per azioni di diritto speciale.

Proponiamo inoltre la costituzione di due nuove commissioni parlamentari di inchiesta. Una sull'operato dell'Isvap, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per indagare sulle anomalie del sistema che continua a comportare un indiscriminato aumento delle tariffe assicurative, nonostante l'avvenuta liberalizzazione. L'altra sull'operato di Consob e Banca d'Italia relativamente agli scandali e ai dissesti finanziari e industriali, nonché alla distribuzione dei bond argentini presso i risparmiatori italiani.

Noi chiediamo che il Parlamento si interessi di cose serie piuttosto che di lodi vari. A chi ci accusa di essere eversivi rispondiamo che eversivi sono quelli che tengono nascoste queste problematiche per tenersi il malloppo. Di questo pacchetto si parlerà poco perché e' più facile sparlare dell'Italia dei valori e identificarla come il partito che si occupa di giustizia e porta avanti il giustizialismo.

Antonio Di Pietro

Scompezza o sconcezza?

Un amico mi invia queste interessanti riflessioni:

L'articolo 32 della Costituzione che recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività” non vale per gli abitanti della Campania. A suffragare questa nostra interpretazione restrittiva della norma costituzionale è l'applicazione del decreto legge numero 90 del 23 maggio 2008. Con il pretesto di porre rimedio alle gravissime e drammatiche problematiche ambientali e sanitarie che riguardano la regione Campania e di mettere fine ad una situazione di eccezionale e perdurante emergenza, il governo Berlusconi ha fatto ricorso allo strumento della decretazione di urgenza, introducendo delle norme in deroga al dettato costituzionale ed alle leggi comunitarie. Basti pensare che se il decreto berlusconiano sui rifiuti fosse entrato in vigore qualche settimana prima, alcune irregolarità contestate nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli (che ha portato alla sbarra 25 persone tra dipendenti, funzionari del Commissariato all'emergenza e responsabili Fibe ed Ecolog) non potrebbero essere più contestate in Campania, ma non nel resto d'Italia.

Ecco l’articolo 9 relativo alle discariche, inserito nel decreto legge sui rifiuti

D i s c a r i c h e

- 1. Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell'avvio a regime della funzionalità dell'intero sistema impiantistico previsto dal presente decreto, nonche' per assicurare lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, e' autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa
comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Sant'Arcangelo
Trimonte (BN) - località Nocecchie; Savignano Irpino (AV) - località Postarza; Serre (SA) - località Macchia
Soprana; nonche' presso i seguenti comuni: Andretta (AV) - località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) - località Pozzelle e località Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane); Caserta - località Torrione (Cava Mastroianni); Santa Maria La Fossa (CE) - località Ferrandelle; Serre (SA) - località Valle della Masseria.
- 2. Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro "idrocarburi totali", provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.
- 3. Ai fini dello smaltimento nelle discariche di cui al comma 1, i rifiuti urbani oggetto di incendi dolosi o colposi
sono assimilati ai rifiuti aventi codice CER: 20.03.01.
- 4. Presso le discariche presenti nel territorio della regione Campania e' autorizzato anche il pretrattamento
del percolato da realizzarsi tramite appositi impianti ivi installati.
- 5. In deroga alle disposizioni relative alla valutazione di impatto ambientale (VIA) di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, nonche' alla pertinente legislazione regionale in materia, per la valutazione relativa all'apertura delle discariche ed all'esercizio degli impianti, il Sottosegretario di Stato procede alla convocazione della conferenza dei servizi che e' tenuta a rilasciare
il proprio parere entro e non oltre sette giorni dalla convocazione. Qualora il parere reso dalla conferenza dei servizi non intervenga nei termini previsti dal presente comma, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, si esprime in ordine al rilascio della VIA entro i sette giorni successivi. Qualora il parere reso dalla conferenza dei servizi sia negativo, il Consiglio dei Ministri si esprime entro i sette giorni successivi.
- 6. L'articolo 1 del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio
2007, n. 87, e' abrogato.
- 7. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono definite, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, le discipline specifiche in materia di benefici fiscali e contributivi in favore delle popolazioni residenti nei comuni sedi di impianti di discarica, previa individuazione della specifica copertura finanziaria, con disposizione di legge.
- 8. Il primo periodo del comma 4 dell'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' così sostituito: "Le ordinanze di cui al comma 1 possono essere reiterate per un periodo non superiore a 18 mesi per ogni speciale forma di gestione dei rifiuti.".
- 9. Agli oneri derivanti dal presente articolo, ad eccezione del comma 7, si fa fronte a valere sulle risorse di cui all'articolo 17.

Tanto per fare un esempio, mentre in un'altra regione non è consentito assimilare rifiuti solidi urbani e speciali (rifiuti combusti), in Campania, grazie al nuovo decreto, invece lo è. Quindi i rifiuti campani possono essere omologati con lo stesso codice Cer (catalogo europei dei rifiuti), e conferiti in discarica anche carichi di idrocarburi. In sintesi: le stesse tipologie di rifiuti, in Campania vanno in discarica, mentre se destinate ad un’altra regione sono bloccate, analizzate e trattate. Per la Campania, dunque, è stata prevista dal decreto una più bassa soglia di sicurezza e di tutela alla salute. A questo punto viene da chiedersi: i cittadini potranno ancora credere nella sicurezza delle discariche? In questi 15 anni si sono già visti troppi strappi alle regole. E l'inchiesta della Procura ha dato certezza a dei sospetti, e cioè la “superficialità” con cui vengono gestite le discariche, con il percolato che ha invaso ed inquinato intere aree agricole. Con i rifiuti tossici che hanno avvelenato giorno dopo giorno tanti cittadini. E, cosa gravissima, con l'assenso di chi doveva controllare che tutto fosse a norma. Controllati e controllori avviluppati in un unico criminale abbraccio.

Si pensi,per esempio, al caso emblematico della circolare al centro dell'inchiesta dei giudici napoletani. A creare “problemi” fu una circolare nella quale si diceva che il materiale prodotto negli impianti di combustibile da rifiuti della Campania non era da considerarsi Cdr, e quindi non era idoneo alla termovalorizzazione, generando, come ha spiegato un dirigente del commissariato ai pm in un interrogatorio, il problema della classificazione del materiale, "se era da classificarsi con la lettera D (in questo caso non era adatto alla spedizione in Germania) o con la lettera R (come gradito alle autorità tedesche)". Il “giochetto di prestigio” effettuato dai funzionari corrotti è racchiuso proprio in queste due consonanti. Materiale da classificarsi come D veniva classificato come R. In Germania, quindi, la Campania ha smaltito attraverso Ecolog rifiuti in violazione della normativa comunitaria, cambiando il codice di questi rifiuti nella documentazione.

Un reato ascritto ai vertici dell'azienda, l'ad Roberto Cetera e il direttore tecnico Lorenzo Miracle, ma anche al responsabile della sanità del Dipartimento di Protezione civile Marta Di Gennaro. ll traffico illecito di rifiuti, scrivono i pm, sarebbe consistito "nell'invio di frazione umida con codice Cer 190501 non veritiero; nell'effettuazione in Germania di un'operazione di smaltimento in luogo di attività falsamente rappresentate come recupero alle competenti autorità e come tali indicate nei documenti di accompagnamento delle singole spedizioni". Ma l'inchiesta ha puntato l'indice anche verso le scelte delle aree delle discariche. E le irregolarità nello smaltimento dei rifiuti attraverso la falsa indicazione della loro tipologia non riguardavano solo l'invio in Germania, ma anche quello in discarica. come ad esempio l'utilizzo per alcuni mesi della discarica già chiusa in località Parapoti a Montecorvino Rovella, nel salernitano. Deroghe su deroghe, eccezioni su eccezioni. Il popolo campano non ha bisogno di altre normative ad hoc ma del rispetto della legge, quella unica ed uguale per tutti”.

Ernesto Ferrante

domenica 3 agosto 2008