giovedì 27 dicembre 2007

Vizi privati, pubbliche virtù


E’ proprio vero, tutto il mondo è paese e Fermignano non è meno paese di un mondo che appare sempre più incapace di uscire dal signoraggio delle banche che oramai hanno sostituito i governi ed i poteri concessi ad essi dal popolo che dovrebbero rappresentare. La classe dei meno abbienti aumenta il suo bacino, grassi speculatori che lucrano su case che, giorno dopo giorno le banche ipotecano, amministratori che non sanno amministrare nulla se non il loro proprio personale disagio e non vedono conflitti emergenti che coinvolgono sempre più i poveri contro poveri, disagiati contro disagiati. Se Urbania appare un Comune “virtuoso”, come affermato da più testate giornalistiche nei giorni scorsi, perché a fronte di un dazio meno oneroso da pagare riesce a dare molto in termini di servizi, il terzo polo industriale della provincia, Fermignano per l’appunto, non riesce neppure a sognare un tale scenario. Tutto è fermo, per il welfare e per il comparto sociale non ci sono soldi, anzi si tenta di tagliare i servizi, le infrastrutture sono ancora il frutto della precedente amministrazione, le promesse per una piscina, per una Casa di Riposo, per il rifacimento di marciapiedi fatiscenti, rimangono promesse, d’altra parte non sono nemmeno 600 giorni che si governa questo paese e le scalinate dei minchioni, vengono ricoperte nelle loro vergogne da gelide strutture di cortiniana memoria ma che disconoscono ciò che il Bramante suggerì per questi luoghi.

Intanto i poveri fanno la guerra ai poveri e, nel dividi et impera, il Governo diviene più forte. Ieri nel Phone Center di Fermignano, frequentato da immigrati che telefonano ai loro cari congiunti, scritte xenofobe e razziste adombrate dal dileggio verso il Corano ed adornate da svastiche non fanno presagire nulla di buono. Lo stesso giorno, in un noto bar, quattro albanesi avvinazzati insultano il barista, così, tra insulti agli immigrati e immigrati che insultano, il criterio scelto per risolvere il conflitto in atto e che diverrà sempre più drammatico, è un semplice servizio d’ordine delegato a 4 o 5 agenti e la dimostrazione di un reddito che non abbia a farti ritenere come povero del tutto. Tutto questo non porterà a nulla se non ad un sempre crescente conflitto di poveri tra poveri, ma il Sindaco in tutta risposta teme, non per il paese, non per i cittadini, ma per la sua immagine affermando che qualcuno speculerà sopra queste cose. Ora, io ritengo che il problema immigrazione sia uno dei più ostici da affrontare, ma occorre lo si faccia assieme, tutti assieme, poiché se la globalizzazione è la strada scelta ed i “No global” sono per questo stati dipinti come dei destabilizzatori, allora è pur vero che solo il confronto e l’incontro con chi è differente può aver il senso dell’efficacia in un contesto di globalizzazione, in questo non ci sono vie d’uscita se non tutte le vie che evitano il confronto ed abbracciano la logica dello scontro e della violenza. Chi amministra non può sottrarsi a queste responsabilità e soprattutto non può pensare di calare decisioni importanti dall’alto senza confrontarsi con le ragioni di tutte le minoranze, sia politiche che umane poiché questo, rifuggendo i buonismi di sinistra ed i demagogismi di destra è ciò che prende senso nel fare globalizzante, miscuglio di merci e danari ma pure e soprattutto di uomini e culture.

Mirco Marchetti

lunedì 24 dicembre 2007

Ho perso la direzione: dove va IDV?

Ho aspramente criticato la fase costituente del PD. Non ho usato di certo parole tenere quando definivo “un’alchimia” l’unione di fatto delle due maggiori forze di centrosinistra ma, ad essere sinceri, pare che tutto ciò che si sta muovendo nel panorama politico sia ancor peggio di quel che il PD ha fatto. E’ anzitutto evidente lo spirito verticale con cui prendono le movenze i nuovi soggetti politici e non mi riferisco solo a quell’ometto che, con la scarpetta al collo e sul baule di una macchina va attirando le masse da buon imbonitore, con l’intento di trasformare l’aspetto di ciò che non renderebbe più in termini mediatici e di marketing, mi riferisco a tutti quei partiti e movimenti che senza negoziazione, né concertazione, decidono dall’alto come organizzare il futuro. Molto, è chiaro, dipenderà dalle nuove regole che, sempre dall’alto, decideranno Veltroni e Berlusconi, cioè, il Sindaco della Capitale ed un inquisito perché, si sostiene, servono larghe intese ma, non più di tanto larghe le intese perché a buon intenditor poche parole bastano. Allora tra sbarramenti ed accorpamenti, ognuno tenta di continuare ad esistere come può, magari senza badar tanto all’etica o alla coerenza, l’importante è esserci dentro.

Pure l’IDV, che con la mia faccia rappresento in questo luogo ignorato, ha la stessa vocazione al verticismo. Abbiamo chiesto, noi che ci riconosciamo nei valori che lungo il cammino della storia ha veicolato la sinistra, un congresso Nazionale affinché le nostre istanze venissero ascoltate. E’ stato seccamente risposto: “NO” senza motivazione alcuna. Non resta che prender atto che forse le nostre ragioni non interessano ed il sospetto che qualcuno abbia deciso per nostro conto diviene ben più che reale ma, se seggo nel “Tavolo Provinciale” e non so neppure cosa si è scelto, mi chiedo e vi chiedo, a cosa serve la mia presenza? Non sono di certo il tipo che accetta di tutto per mero spirito di appartenenza se, tra l’altro, mi si chiede di appartenere ad un qualcosa che non sono tenuto neppure a determinare a costruire, né tantomeno faccio politica perché ho ricevuto favori da qualche politico o da qualche partito, se mi impegno e dedico tempo al contribuire alla gestione del territorio in cui vivo è perché nutro una forte passione per la gestione della cosa pubblica, per la lotta alla concessione di maggiori diritti a coloro i quali, una società orientata fortemente al profitto ha relegato in piccoli spazi marginali perché non sono più in grado di produrre, e mi riferisco ai disabili, agli anziani, ai poveri, tutti coloro i quali, per intenderci , che invece una politica virtuosa dovrebbe sostenere. Mi sono sempre trovato a mio agio a sinistra avendo avuto l’impressione fosse più attenta ai bisogni di queste persone e credevo che un cuore di sinistra fosse legittimato a battere anche all’interno dell’IDV, anche questo avrei voluto dire al Congresso che non ci hanno concesso. Ed allora, cittadini, simpatizzanti, iscritti, dove stiamo andando? Nel ruolo che rivesto avrei il dovere di dirvelo per tempo e di rendervi partecipi cercando di ascoltare le vostre perplessità ma, con vergogna dico che io non lo so e non so neppure chi possa dirvelo ma di una cosa sono certo ed è giusto voi lo sappiate, se non sono tenuto a saperlo io, di rimando i vertici IDV suppongono non siate neppure tenuti voi a saperlo e di probabile rimane il fatto che, tutto è già stato deciso.
Personalmente non so se continuerò ad abitare l’IDV da ospite silente o se riprenderò a fare l’indipendente che guarda a sinistra con simpatia, devo però dirvi che con molta probabilità si organizzerà, se le forze ce lo permetteranno, un incontro il 20 gennaio a Bologna assieme a Sinico e Benni i quali stanno ipotizzando, su riflessioni simili alle mie, scenari diversi per tutti coloro che, invece di far parte di un partito che si dichiara “del fare”, vogliano far parte di un partito che si prodighi verso tutte quelle cose che, “non si possono non fare”.
Al momento e unendo il pensiero verso coloro che sono meno fortunati di noi, torno a rifare gli Auguri per un:

Buon e Sereno Natale ed
un Felice Anno Entrante
(sempre che riesca a passare eventuali soglie di sbarramento)

Mirco Marchetti

venerdì 21 dicembre 2007

Buone Feste


Contro tutti gli extracomunitari del pensiero e contro coloro i quali risiedono, senza permesso di soggiorno, nei meandri della ragione:

                                        Comunque la si pensi, purché…la si pensi

                                                                     Auguro


                                      Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo

Mirco Marchetti











sabato 15 dicembre 2007

Openpolis: un progetto di informazione politica da guardare con interesse


Openpolis è un progetto, per quel che sono riuscito a capire, che ha come obiettivo l’informazione politica aperta; un’informazione che cresce attraverso il contributo di tutti gli utenti registrati. Il sistema ad ora usato è il sistema wiki, un software che permette, al momento ad un numero di utenti limitato visto che si è in fase di progettazione, di inserire nuovi contenuti e modificare quelli precedenti con l’intento di correggerli su inesattezze.
Conoscere i nostri rappresentanti, vincolarli a ciò che dichiarano, seguire le carriere e lo sviluppo di ognuno.

Personalmente sono inserito in una mailing list che ne segue gli sviluppi e trovo il progetto di un certo interesse e sono convinto che, se è vero come è vero, che i mezzi tecnologici hanno indubbiamente dei riscontri sul fronte umano e sociale, ritengo altresì credibile che essi possano e debbano toccare pure quel comparto apparentemente meno influenzato da dinamiche ambientali; la politica per l’appunto.
Per intenderci meglio pubblico una delle tante e-mail pervenutemi attraverso la maling list, dove vengono meglio delineati gli intenti di Openpolis ed i futuri sviluppi:

“Lo scopo e' permettere agli iscritti a questa mailing list di provare il
sistema e segnalarci in lista eventuali malfunzionamenti, modifiche,
critiche, entusiasmi. Allo stato attuale il sito è un guscio vuoto
destinato ad essere riempito e animato dai contributi degli utenti. Quindi
usate il sito, pubblicate le dichiarazioni dei politici, taggatele,
verificate gli incarichi, aggiungetene di nuovi, segnalate errori, etc.
Insomma cerchiamo di capire se il meccanismo può funzionare, se può
innescare la curiosità e la voglia di usarlo.

Questo il calendario delle prossime uscite:

- dicembre 2007: openpolis 1.0 alpha - test del sistema, correzione
malfunzionamenti, cambio di homepage, deploy su nuove server.
Registrazione solo per iscritti mailing list.
- gennaio 2008: openpolis 1.0 beta - lancio ufficiale del sito,
registrazione aperta e campagna di comunicazione
- marzo 2008: openpolis 1.0 - aggiunta nuove funzionalita'”



Mirco Marchetti

domenica 9 dicembre 2007

Inciuci


Riceviamo dal Signor Ugo Cortesi questa segnalazione. Ci era sfuggita. E solo un occhio attento poteva rilevarla. Non a caso. Perchè si tratta di un vero e proprio tentativo di scasso “a mano finanziata”, con dolo, anche se senza effrazione. Un pò d’attenzione ai trucchi che vengono usati per fregare il pubblico. Si tratta della cosiddetta finanziaria, emessa dal governo di lor signori che formalmente si chiama ancora di centro sinistra. Per meglio dire si tratta del Decreto legge 1 ottobre 2007, n.159 che è il collegato della finanziaria.

Al quarto comma dell’art. 16 si affrontano le “Disposizioni in materia di sistema digitale terrestre”. Mentre il signor Cortesi racconta ed enumera, noi cominciamo a sentire puzza di bruciato.

Un normale cittadino, che legga le righe seguenti, non ci capirebbe niente. Sono scritte apposta perchè nessuno, o quasi, ci capisca niente. Così si può farla franca, e, in genere, la fanno franca. Ed ecco le righe in questione, fatevi forza:

All’articolo 2 -bis , comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dall’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, le parole: «entro l’anno 2008» sono sostituite dalle seguenti: «entro l’anno 2012 ”.

A occhio e croce chi riesce a superare i “decreti”, le “conversioni””, le successive “modificazioni” e a mettere in ordine le date, capisce che una certa cosa, che doveva avvenire “entro l’anno 2008″, avverrà adesso “entro l’anno 2012″.

E che cos’è questa cosa che slitta? Nientepopodimeno che il passaggio della Terza Rete della Rai e della Rete Quattro di Mediaset sul satellitare.

Adesso tutto è chiaro. Il governo di centro sinistra, alla chetichella, sta regalando a Berlusconi altri quattro anni di sontuosa pubblicità, per svariate centinaia di milioni di euro. Naturalmente per fare questo disattende tutti i suoi impegni con gli elettori e contribuisce a eludere le sentenze della Corte Costituzionale. Cioè il governo, di nascosto, viola la legge.

E non vorremo mica pretendere che lo faccia alla luce del sole!

Infatti ci riesce. Nessun giornale, nessuna tv sembra essersi accorta della nube fumogena che è stata inserita nel decreto. Forse distratti, forse complici, forse entrambe le cose, a turno.

E poi ci vengono a dire che, se cade il governo Prodi, c’è il rischio che venga Berlusconi. E, nel frattempo, loro si mettono d’accordo con Berlusconi alle nostre spalle.

Un trucchetto molto simile a quello della precedente finanziaria, quando, sempre alla chetichella, qualcuno introdusse un comma che avrebbe eliminato i reati di corruzione nel pubblico impiego.

In quel caso, come in questo (ancora grazie signor Cortesi!) qualcuno se ne accorse e scoppiò lo scandalo.

Adesso lo scandalo non è ancora scoppiato e vorremmo che i parlamentari della sinistra (e quelli onesti che ancora siedono, non importa dove, negli scanni del Parlamento) lo facessero scoppiare, lo bloccassero, lo impallinassero.

E poi bisognerebbe sapere anche chi ha scritto quelle righe e per ordine di chi.

Cosa ha dato in cambio Berlusconi? Sarebbe interessante saperlo. Quanti altri mesi di tregua? Quali altri inciuci nei mesi a venire?

E poi dobbiamo leggere i soloni del giornalismo italiano (una pattuglia dei quali, al comando del caporale D’Avanzo, è saldamente dislocata nelle trincee del nuovo organo del Partito Democratico, cioè La Repubblica ), che parlano di “barbarie” quando Santoro si permette di trattare da malfattori coloro che fanno le malefatte.

Sveglia compagni! Il 20 si scenda in piazza non solo per il welfare, ma anche per dire che è ora di finirla con i trucchi.

Giulietto Chiesa

mercoledì 5 dicembre 2007

Tradizione e modernità


SECOND LIFE, DI PIETRO: NOI "TARDONI" DOBBIAMO MODERNIZZARCI

(9Colonne) Roma, 4 dic- "Non ci sono alternative: o si sale sulla barca del futuro, o si resta sulla spiaggia del passato. Io ho scelto il futuro e sono sbarcato su Second Life". Con queste parole Antonio Di Pietro apre l'intervista che sarà pubblicata domani su FastLife, la webzine di Fastweb dedicata alle tribù digitali. Il ministro delle Infrastrutture è entrato a pieno titolo nel gruppo dei protagonisti del Web 2.0 perché è stato il primo politico italiano a sbarcare su SL. Di Pietro descrive con preoccupazione lo scenario del rapporto tra politica italiana e internet: "E' un dato oggettivo che la politica italiana si ostini a non riconoscere l'importanza della Rete come mezzo di comunicazione con i cittadini. Forse perché alcuni politici ignorano le potenzialità della stessa o, non conoscendola appieno, ne sono intimoriti. Un ulteriore passo indietro che accentua ancor più il profondo divario, tutto italiano, tra sfera pubblica e privata". Per questo non esita a sollecitare i suoi colleghi parlamentari - definiti come "tardoni della politica" - "a modernizzarsi per dialogare direttamente con i cittadini e mettersi al passo con loro". Di Pietro passa poi a bacchettare l'informazione tradizionale, esaltando invece Second Life, che rappresenta uno "spazio ideale, aperto, nel quale il cittadino-avatar ha la possibilità di dire la propria anche per quanto riguarda la politica, contribuendo a diffondere un'informazione vera, senza l'intermediazione dei media".



domenica 2 dicembre 2007

Gli ideofagi: Quando la ragione spegne il suo lume


Viviamo oggi in un periodo di forti conflitti che sfociano, spesso e volentieri, in palesi contraddizioni. I cittadini chiedono alla classe dirigente un maggior rigore morale che evidenzi, nella sua esemplarità, una condotta da emulare. In vero, è proprio la classe dirigente che, asservita ai sondaggi, ai numeri, si allinea alle tendenze che giornalmente spuntano come funghi, ben lungi dal proporsi quale esempio di rigore etico e morale, assecondando tutte le spinte che dal basso si affacciano nel tetro oblio dell’antiideologia.

Piero Benedetti, ben distinguendosi da questo degrado morale che assale pure la Politica odierna e che appare discostarsi dalla sua vocazione originaria allontanandosi pure dai contenuti primari, nell’Iniziativa presa da “Il Vascello” (Associazione dei Tavoli Tematici), attraverso un escursus storico fatto di filmati d’epoca intramezzati da sue riflessioni, ridona alla politica quella energia senza la quale essa perderebbe ogni senso etico e morale. Pur nella contrapposizione ideologica, Berlinguer e Zaccagnini riuscivano ad infondere nei cittadini una passione oggi non comuni. Vi era allora, un’idea di un mondo possibile pur nelle contrapposizioni, ciò rendeva possibile sognare possibili alternative percorribili. Purtroppo oggi la politica, e questo non può che insinuare in essa il germe dell’inadeguatezza allo scopo, non si prefigura scenari possibili, non delinea un percorso praticabile, non segna una strada, perché nell’acclamazione di tutti alla semplificazione in una società iper-complessa, si persegue la strada della rinuncia ideale per abbracciare quella fondata su un oscuro concetto che vorrebbe fondare tutto sul tecnicismo freddo. Stiamo passando dal periodo in cui il positivismo fu detto ingenuo ad uno in cui il pragmatismo gira le spalle alla propria Anima. Tutto questo è ben visibile, basta guardarsi attorno, le città che costruiamo hanno abbandonato il senso estetico per far posto ad un concetto indirizzato sulla funzionalità pratica, una praticità tra l’altro indirizzata verso un potere condito da logiche di profitti. Così, se provocatoriamente andassi affermando che l’estetica è l’etica della forma, osservando il degrado in cui versano le nostre città asservite ad un brutto funzionale, mi farei pure convinto che dietro i grigi palazzi che continuiamo a costruire manca un’anima, un’idealità da perseguire, cosa che invece imperava ed era prioritaria nell’urbanistica del rinascimento. Quelle città siamo noi, con i nostri centri storici, pieni di suggestioni, di mistiche speranze e di passioni, ma simulacri di un potere che quei luoghi ha da tempo occupato, quindi accanto ad essi, le città ci offrono la visione dell’uomo moderno, freddo, pragmatico, orientato ai profitti, con le banche, i palazzi, le fabbriche, i negozi. Tra i due mondi non vi è comunicazione, il nuovo mantiene il vecchio solo per far credere che un’anima l’abbiamo pure adesso, e la facciamo vedere all’ignaro turista solo per decenza verso noi stessi ed in un clima auto consolatorio.

Di Pietro ha detto ieri, riguardo il futuro dell’DV che: “siamo un partito post-ideologico”, ma cosa significa questo concetto? Ha pure detto che siamo anti-nazisti ed anti-fascisti e che la nostra naturale collocazione sarebbe nel PD, ma che in questo momento l’IDV valuta solo su base programmatica, non ideologica, le possibili alleanze locali mantenendo ferma la sua identità. Va tutto bene, ma occorre un approfondimento.
Questo post-ideologismo, ad esempio, come può essere assunto se le varie ideologie che hanno caratterizzato le intenzioni delle varie anime del passato, non si sono mai parlate? Fino ieri eravamo tutti anti qualcosa, poi, d’un tratto, cancelliamo la nostra storia in maniera veloce e superficiale ed abbracciamo qualcosa che vorrebbe essere nuova ideologia, la post-ideologia per l’appunto, senza approntare in alcuna sede un’opportuna discussione che, forte del substrato culturale che negli anni ci ha caratterizzato, si dirigesse verso la costruzione di una nuova anima ecumenica. L’IDV dichiara, o per lo meno lo dichiarano alcuni appartenenti, di essere il partito dell’Etica e di rifuggire al rumore dell’ideologia, ma se l’Etica ha quale missione il discernimento del bene dal male, in nome di cosa mi dovrei allontanare da un costrutto ideologico che, tra l’altro è il terreno su cui si costruisce un’Etica? Tutti hanno una loro Etica, pure Hitler l’aveva, ma il terreno culturale ed ideologico su cui fondava quell’etica era per me raccapricciante.

Così oggi c’è chi evoca l’etica, chi la libertà, chi la democrazia, chi l’accettazione trascendente ad una volontà suprema e superiore. Ma tutto vive nel solo aspetto evocante dei termini. Pure la Fede è divenuta consuetudine abbracciando un rigido pragmatismo e la secolarizzazione ce ne rende evidenti gli effetti anche sul versante artistico.

A Fermignano, il periodo di crisi si è tradotto in lacerazioni drammatiche, in “conflitti tra fratelli” ma, nelle ceneri si intravvede una nuova rinascita, sono nate nuove aggregazioni, talune giudicate pure insolite, come il patto programmatico che l’IDV condivide, in loco, anche con forze della sinistra più radicale, in una logica per cui ognuno possa contaminare l’altro, ma pure il PD, con le nuove figure emergenti che cominciano ad esprimersi nelle linee guida, mi pare si indirizzi verso il tentativo di ridonare nuova linfa ad una politica che, invece, parrebbe indirizzarsi verso un disimpegno drammatico perché funzionale alla sola logica dei profitti privati.

Credo che, con persone non comuni come Piero Benedetti, collante dell’intera Unione per Fermignano, con la nascita di Sinistra per Fermignano (federazione di soggetti su basi programmatiche ma volte alla ricerca di nuove idealità) e con il nuovo PD che attraverso i nuovi ingressi in ambito dirigenziale ricerca nuove vie di senso nel fare politico, noi si possa cominciare ad essere d’esempio anche per chi crede non sia più possibile sognare un futuro diverso solo perché il passato, come diceva qualcuno non ci appartiene ed è solo il presente ad essere attuale. Teniamoci ben strette figure come Piero Benedetti, ricche di umanità, di sensibilità verso i più poveri, i meno abbienti, i più sfortunati, perché chi riesce ancora ad essere sensibile verso la condizione di costoro riesce ad adoperarsi sognando e facendo sognare un futuro in cui sia possibile un mondo più giusto per tutti. Per questo, io, oggi, a Fermignano-Urbino ho visto riaccendersi in me il lume della speranza rinvigorito da una utopia che coltivo e che nessuno potrà mai farmi apparire obsoleta, poiché è solo in base ad essa che io riesco a muovermi con coerenza.

Saluti,
Mirco Marchetti



sabato 1 dicembre 2007

Rassegna Stampa: IDV Comunica

CENTRO: DI PIETRO, DIALOGO A 360 MA SENZA ETICHETTE
Roma, 30 nov. (Adnkronos) - "Noi dialoghiamo a 360 gradi. Lasciando le porte aperte a tutti ma rifiutiamo ogni tipo di etichetta". Cosi' Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, risponde ai giornalisti in una conferenza stampa quando gli chiedono di commentare il progetto politico della cosiddetta 'cosa bianca'. Negli ultimi giorni le indiscrezioni parlano di continui contatti tra l'IdV e vari esponenti dell'area moderata che fa capo alla cosiddetta 'cosa bianca' a cominciare da Bruno Tabacci e Mario Baccini, parlamentari dell'Udc firmatari del 'Manifesto di Subiaco'. L'ex pm dice di non voler stare dietro "ai boatos. Abbiamo deciso di mantenere una regola di comportamento precisa: gli accordi politici prima si fanno e poi si dicono. Noi manteniamo il dialogo con tutti. E con chi dialoghiamo lo renderemo noto noi stessi altrimenti verra' considerato un semplice boatos di cui non ci assumiamo responsabilita'. In realta' -ammette- il confronto lo stiamo portando avanti con tanti. Ma rifiutiamo ogni etichetta".

CENTRO: DI PIETRO, DIALOGO A 360° MA SENZA ETICHETTE (2)
(Adnkronos) - L'Italia dei Valori, sottolinea Di Pietro, "e' impegnata a dialogare con tutti ma rifiutiamo chi ci vuole collocare come soggetto di centro, di destra o di sinistra. Noi ragioniamo per valori e per programmi e non per appartenenze ideologiche". E' in corso un confronto, spiega l'ex pm, anche con i moderati, ma questo non significa che il mio partito "partecipi o sia fautore della 'cosa bianca', rossa o verde che sia. Siamo una realta' post ideologica e al momento stiamo dialogando con tutti, con tante persone, senza etichette". Gli fa eco Leoluca Orlando portavoce del partito: "Noi siamo per una cosa nuova che vuole fare". Il ministro delle Infrastrutture parla delle future alleanze elettorali in vista delle amministrative: "Proprio in nome della politica del fare vogliamo dialogare con tutti" e il banco di prova saranno proprio le amministrative "vogliamo dialogare comune per comune e provincia per provincia con tutte le forze politiche che vogliono dialogare con noi -assicura l'ex pm- apriremo per primi la porta al Pd e poi a tutti gli altri sulla base di programmi e di proposte concrete".

venerdì 30 novembre 2007

Necessario ed importante l'incontro solenne col Dalai Lama


(AGI) - Roma, 29 nov. - Ottantacinque senatori appartenenti a tutti i gruppi politici hanno sottoscritto una lettera al presidente del Senato Franco Marini, su iniziativa dei senatori dell'Intergruppo parlamentare Tibet Iovene e Malan, per chiedergli di organizzare in occasione della visita del Dalai Lama di dicembre un incontro solenne. "Il Dalai Lama sara' in Italia, in occasione di un incontro tra premi Nobel, nel prossimo dicembre e c'e' da attendersi che le autorita' di Pechino chiederanno, apertamente e riservatamente, alle istituzioni italiane di trattarlo da ospite non gradito. In questo vanno ricordate le ritorsioni, minacciate ma non messe in atto, della Repubblica Popolare di Cina nei confronti di Germania e Stati Uniti, i cui capi di governo hanno avuto la sensibilita' e il coraggio di incontrare il Dalai Lama.
L'Italia -scrivono gli 85- ha guardato con simpatia alla protesta nonviolenta dei monaci buddisti birmani e con sgomento la susseguente repressione. E' ora espressione di coerenza operare per impedire l'isolamento internazionale e l'emarginazione civile e politica del Dalai Lama e della causa pacifica che Egli rappresenta. Si tratta di una delle poche personalita' mondiali ad avere sempre, senza eccezioni, usato la propria influenza per educare alla nonviolenza, pur essendo testimone della tragedia del proprio popolo, che da quasi sessant'anni subisce una occupazione che ha tentato di sopprimere l'identita', la lingua e la cultura tibetana, non esitando ad insediare nell'area milioni di cinesi per rendere i tibetani minoranza in casa propria. Centosessantacinque deputati (ed altri continuano ad aggiungersi) hanno chiesto che l'assemblea di Montecitorio ospiti in seduta plenaria il Dalai Lama, sicuri che, come sempre, le sue parole saranno nel segno di liberta', pace, nonviolenza e riconciliazione. Il Senato - che il 13 settembre scorso ha saputo esprimere la propria sensibilita' sui diritti umani approvando all'unanimita' la mozione presentata dalle senatrici Soliani e Bianconi con altri 71 colleghi sulla situazione in Birmania, cosi' simile a quella del Tibet, in particolare per l'importante ruolo che i monaci buddisti svolgono a difesa della dignita' dei cittadini - non puo' certo ignorare l'evento. Lei stesso del resto lo scorso anno, in occasione di un precedente viaggio, ha gia incontrato il Dalai Lama. Le chiediamo dunque di valutare come il Senato possa attivarsi, se, ad esempio sia piu' opportuno unirsi alla iniziativa della Camera o, specialmente ove essa non dovesse avere luogo, promuovere un incontro solenne qui in Senato". (AGI)

Premio Nobel per la Pace e cultore della non violenza, parrebbe alle nostre istituzioni non propriamente gradito; secondo Voi perché?

mercoledì 21 novembre 2007

DI PIETRO, NO UNIONI IMPROPRIE

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - 'L'Italia dei Valori ha un'identita' nazionale, post-ideologica e cosi' restera' anche con il suo simbolo'. Cosi' il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro risponde ai giornalisti che gli chiedono se l'IdV sia disponibile a dare vita a un nuovo gruppo Parlamentare con i Liberaldemocratici di Dini e Unione democratica di Bordon 'No a unioni improprie fatte solo per barare - dice dunque il leader dell'IdV - preferiamo semmai morire combattendo'.
(ANSA).

Fnsi:Il Parlamento ponga mano da subito alle leggi sul conflitto di interessi e sulla riforma della Rai

"Se i contenuti delle intercettazioni telefoniche di dirigenti Rai e Mediaset saranno confermati, si tratterebbe di una vicenda di assoluta gravità. Anche se il sospetto che in una determinata fase della vita italiana le due grandi aziende televisive si siano consultate e abbiano concordato il 'taglio' di almeno una parte dell'informazione politica, si era consolidato nella opinione pubblica". Lo afferma in una nota il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi.

Il fatto che "manager aziendali si telefonano e si informano a vicenda dei rispettivi palinsesti, in occasione di grandi eventi o meno, e che si sentono continuamente con i più stretti collaboratori dei politici" o che "direttori giornalistici, notisti e curatori di rubriche di informazione che fanno altrettanto ed assicurano fedeltà al potente e una informazione orientata" sono, sottolinea Serventi Longhi "aspetti di un costume che offende quelle centinaia, migliaia di giornalisti della Rai e di Mediaset che fanno ogni giorno onestamente e con correttezza il proprio mestiere. Bisogna che il Parlamento - prosegue - ponga mano subito alle leggi sul conflitto di interessi e sulla riforma della Rai, per definire norme che ne difendano l'autonomia, e che l'organo di autogoverno della nostra categoria, l'Ordine dei giornalisti, acquisisca gli atti per verificare se vi sono state violazioni delle norme deontologiche da parte di iscritti all'albo".

giovedì 15 novembre 2007

Petizione alla Regione Marche a favore di anziani malati e non autosufficienti

Il Comitato Associazioni Tutela (CAT) e l'Associazione Nazionale Operatori Sociosanitari (ANOSS) hanno predisposto l'allegato appello alla regione Marche volto a far assumere all'amministrazione regionale precisi impegni a favore degli interventi domiciliari, diurni e residenziali rivolti ad anziani malati non autosufficienti compresi soggetti con malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. Il documento nasce dalla constatazione dell'inaccettabile situazione regionale caratterizzata da standard di servizi assolutamente insufficienti. Purtroppo il recente Piano sanitario ha confermato la situazione di stallo non prevedendo alcun chiaro impegno a favore della popolazione non autosufficiente. Anche in quella occasione le nostre associazioni insieme ad altri organismi hanno cercato di far assumere precisi impegni all'amministrazione regionale senza, purtroppo, risultati apprezzabili.
Proprio a partire dalla insostenibile situazione regionale abbiamo, pertanto, predisposto il documento che segue, consapevoli che tale situazione può essere cambiata solo a fronte di una forte pressione da parte dei cittadini e delle organizzazioni che li rappresentano.
Per questo motivo, se condiviso, chiediamo di aderire all’appello che sarà poi inviato, con la firma di tutti gli aderenti, alla regione Marche. Successivamente alla raccolta delle adesioni verranno programmate, concordate tra tutti i sottoscrittori, iniziative al fine di raggiungere gli obiettivi indicati nel documento.
E' ovviamente fondamentale raccogliere il maggior numero di adesioni da parte di enti e organizzazioni, compresi ovviamente gli stessi gestori dei servizi.
Gli enti che intendono aderite al documento dovranno farlo entro il 26 novembre specificando:
- il nome dell’organizzazione con la località di residenza
- la persona di riferimento
Le adesioni si ricevono agli indirizzi di posta elettronica grusol@grusol.it e info@anoss.it e al fax 0731-703327. Per comunicazioni telefoniche: 0731.703327.

Confidando nell’adesione e nella diffusione del documento inviamo cordiali saluti
Per CAT Per Anoss
Fabio Ragaini Franco Pesaresi

Segreteria: Gruppo Solidarietà, via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). tel e fax 0731-703327 - grusol@grusol.it - www.grusol.it


                                                               Petizione

11 novembre 2007

- Al presidente della giunta regionale
- All’assessore alla salute
- All’assessore ai servizi sociali

Le sottoscritte organizzazioni in rappresentanza di utenti, operatori e gestori, ritenuta insostenibile l’attuale situazione regionale degli interventi sociosanitari domiciliari, diurni e residenziali previsti a favore di anziani malati cronici non autosufficienti e malati d’Alzheimer, nella quale solo per il residenziale:

- a fronte di circa 4.000 anziani non autosufficienti ospiti di strutture solo poco più di 350 di questi (meno del 10%) ricevono l’assistenza sociosanitaria prevista dalla normativa regionale vigente (100-120 minuti di assistenza giornaliera);

- non più di 800 sono i posti di RSA anziani attivi, molti dei quali gestiscono pazienti in post acuzie, con degenze a termine, che dovrebbero afferire al sistema della riabilitazione lungodegenza;

chiedono alla regione Marche con urgenza un impegno pubblico e formale per:

- aumentare entro il 30 giugno 2008 per i 2.500 posti individuati come residenze protette dal Piano sanitario 2003-2006 e dalle delibere regionali riguardanti la “riqualificazione dell’assistenza sociosanitaria residenziale”, l’assistenza sociosanitaria dagli attuali 50-60 minuti ai 100-120 minuti come previsto dalla normativa vigente sulle residenze protette;

- assicurare entro il 2009 per tutti gli anziani non autosufficienti ospiti di strutture residenziali lo standard assistenziale previsto dalla normativa regionale vigente per le residenze protette;

- attivare entro il 2008 almeno 1300 posti letto di RSA anziani, compresi i nuclei Alzheimer, così come individuati nel Piano sanitario 2003-2006 definendone entro giugno 2008 gli standard assistenziali che ancora non sono stati definiti;

- attivare entro il 2008 un Centro diurno per malati di Alzheimer all’interno di ogni Zona territoriale, definendone entro giugno 2008 i requisiti di funzionamento, compreso lo standard assistenziale, che non sono mai stati definiti;

- assicurare, se si vuole sostenere effettivamente le famiglie e ridurre ospedalizzazione e istituzionalizzazione, in ogni territorio della regione Marche le cure domiciliari come previsto dalla normativa regionale vigente riguardo a tipologia di prestazioni e tempi di erogazione.

Chiedono altresì alla Regione Marche, su questi stessi punti, la sottoscrizione di un accordo al fine di rendere pubblico l’impegno della Regione.

Per CAT, Comitato Associazioni Tutela

Aderiscono: Aism regionale, Alzheimer Marche, Anffas Jesi, Anglat Marche, Angsa Marche, Associazione Free woman, Associazione La Crisalide, Associazione La meridiana, Associazione Libera mente, Associazione Paraplegici Marche, Centro H, Gruppo solidarietà, Tribunale della salute Ancona, Uildm Ancona.

Fabio Ragaini

Per Anoss, Associazione nazionale operatori sociali e sociosanitari
Franco Pesaresi

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
P.s. L'IDV-Fermignano-Urbino,
condividendo in toto, sottoscrive e supporta l'iniziativa intrapresa dalle Associazioni succitate ed invita i cittadini a fare altrettanto.

Mirco Marchetti


venerdì 9 novembre 2007

Sondaggi opinioni su PD ed alleanze

Autore:
GfK Eurisko

Committente/ Acquirente:
La Repubblica

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Campione rappresentativo della popolazione italiana, stratificato per aree geografiche ed ampiezza demografica dei centri, con quote pre-assegnate di sesso ed età. Il campione è stato controllato ex post su 5 parametri: area geografica, ampiezza centri, sesso, età, istruzione. Fonte per la distribuzione dei parametri: dati ISTAT.


Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche (Cati)

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
1507 casi, campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su (abbonata alla rete di telefonia fissa)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 16/10/2007 ed il 18/10/2007

                                                                   QUESITO

Domanda : Secondo lei il Partito Democratico dovrebbe allearsi con ... .

domenica 4 novembre 2007

Emergenza immigrati? Dalla demagogia al buonismo di maniera


Come ebbi modo a sostenere in questo blog tempo addietro, il problema immigrati si presenta sempre e comunque sull’onda emotiva dettata dalla contingenza. Ed ecco che, un fatto di cronaca nera che vede il coinvolgimento di un uomo di nazionalità rumena con disturbi psichici in un atto criminale ai danni di una giovane donna italiana, riesce a far emergere tutto il risentimento che il velo lacerato dell’ipocrisia aveva tenuto occultato. Nei cittadini rispunta la xenofobia, la paura del diverso, alimentata da una classe politica che non ha in animo di trovare al riguardo alcuna soluzione se non, in spirito demagogico, uscire con proclami sull’onda dell’emergenza. Non si fa mai prevenzione, non si progetta una modalità di convivenza accettabile in tempi utili, così, se è vero che fu Berlusconi a vantarsi dell’ingresso dei romeni nel nostro paese, sono i nati dell’ultima ora ed inventori della tolleranza ad insegnarci le regole della convivenza civile. Possono essere credibili costoro? Conosco le argomentazioni di Berlusconi e mi rincuora il fatto che sia contrario alle “ronde”, ma gradire conoscere pure le argomentazioni a supporto dell’onorevole Livia Turco che introdusse il concetto di “tolleranza”, termine ambiguo che occorrerebbe sostituire con quello più cristiano di “accettazione”.
Si invocano regole chiare per tutti e questo è giusto, per tutti. Si diano quindi diritti uguali per tutti, per tutti senza discrimine ed a cui conseguono doveri uguali per tutti. Niente abusi edilizi, né per Noi né per Loro, niente evasioni fiscali, né per Noi né per Loro, niente illeciti né per Noi né per Loro perché questo non lo chiediamo né Noi né Loro ma una legge che c’è già e che è stata scritta.
Espulsioni senza ritorno per chi chiede di entrare nel nostro paese e delinque, ma pure apertura a costoro in ambito decisionale per fare in modo che tutti assieme Noi si possa giungere a soluzioni.

Lo ripeto, formazione di Consulte a Fermignano, una per ogni etnia, compresa quella italiana. Ogni Consulta deve avere un rappresentante eletto dai suoi membri in autonomia. Tutte le Consulte devono avere un unico coordinamento che avrà il compito di vincolare ogni parte (consulte) ad obiettivi chiari e condivisi tra tutti. Il coordinamento farà capo ad un Assessore, quindi dovrà essere inserito in Giunta e, per far fronte alle spese, potrebbe essere di suggerimento l’allargamento delle deleghe all’Assessorato alle Politiche Sociali. Questo perché a dirigere e coordinare i movimenti e le dinamiche inter-etniche deve esservi una mano istituzionale e, visto che l’immigrazione non può e non deve essere assunto come problema giudiziario e penale, la delega allargata alle Politiche Sociali mi pare sensata.

L’immigrazione, voglio rammentarlo, fece timidamente capolino nel nostro paese nei primi anni ’70 con l’ingresso sporadico e contingentato dei primi nord-africani, anni in cui altri paesi già avevano avuto a che fare con il problema in maniera molto più massiccia. Avremmo potuto apprendere dall’esperienza altrui e, sulla base di queste esperienze elaborare un progetto adeguato e lungimirante per il nostro Paese ma, come ben sappiamo noi agiamo sull’emergenza ed in quasi 40 ci siamo messi su posizioni di stallo che vedevano contrapposti un laissez-faire condito dall’ipocrisia del buonismo di maniera a sinistra, mentre a destra imperava il bieco razzismo, tutto questo mentre i cittadini, autoctoni ed immigrati, venivano esposti alle intemperie delle incapacità di gestione di un problema che aveva ed ha, in potenza, la carica esplosiva dell’odio razziale. Dov’erano allora coloro che oggi, dietro fatti particolari si richiamano a leggi speciali? E perché oggi sono gli stessi che si sono mostrati incapaci a risolvere problemi ed a prevenirli a salire in cattedra e dettare leggi a noi tutti con l’incredibile pretesa che vengano presi sul serio?

La Sinistra IDV ricorda a tutti che, evocare oggi la certezza della pena e praticare l’indulto è un fare a dir poco ossimorico.

Mirco Marchetti - IDV

martedì 30 ottobre 2007

Disinformazia, ovvero, il "Ponte sullo Stretto"


La settimana scorsa sono successe cose inaudite, il Governo è “andato sotto” per ben sette volte, ed è successo perché, con questa “porcata” di legge elettorale partorita da menti fervide come quella di Calderoli ogni sospiro è visto come una minaccia o disappunto ad un ordine, non costituito ma, pre-costituito. E’ oramai indubbio che la legge vada cambiata, ma non solo perché il Paese ha bisogno di Governi forti, quanto perché ogni minoranza, come si conviene in ogni paese che voglia dirsi democratico, possa avere il diritto al dissenso senza essere tacciato di pericoloso terrorista affamatore della democrazia che, è bene ricordarlo, non è ad esclusivo appannaggio degli odierni leaders delle grandi maggioranze del nostro paese, quanto da affermazioni di illustri precursori che avevano in testa un’idea di governo costruito sulla negoziazione continua di tutte le istanze; cito per tutti Voltaire che affermava: “Non condivido ciò che tu dici ma mi batterò fino a morirne affinché tu possa dirlo”. Oggi invece vige l’omertà, il silenzio, la paura alla libera espressione indirizza pure il legislatore a limitare anche il diritto al dissenso tramite internet che, comunque, non è facilmente censurabile attraverso una legge perché internet è pure tecnica e non ha i limiti che il reale ci impone. Ed allora l’avvertimento è: “Prodi Levi le mani da Internet” e, da noi si dice, uomo avvisato mezzo salvato, ma occorre si aggiunga un altro avvertimento a certa informazione a stampo fascistoide che chiama “un’altra politica” “antipolitica”, non può essere neppure concesso a nessuno disinformare l’elettorato con deboli affermazioni anche a proposito del voto di IDV e che ha contribuito a mandare “sotto” il governo dicendo: “L’IDV ha votato con il centrodestra ed è vergognoso” (dichiarazioni di rifondazione comunista), “L'IDV vuole il Ponte, La mafia ringrazia” (PD). Queste ed altre affermazioni, oltre che essere ingenerose su chi, pur manifestando il dissenso sotto varie forme democratiche ha giurato fedeltà a questo Governo, si rivelano del tutto mentoniere e che non si confanno, me lo si lasci dire, a Chi già fece cadere un governo Prodi e mi riferisco a Rifondazione Comunista, né tantomeno da chi, pur appellandosi Democratico, come partito, poi di democratico mostra non aver nulla, in quanto considerare noi vicini alla Mafia facendo credere che si farà un ponte che poi, negli effetti si è dichiarato e lo ha dichiarato nelle motivazioni il Ministro delle Infrastrutture che, nel caso, occorrerebbe ascoltare poiché, di questo Governo è la persona con maggiori informazioni a riguardo, non si farà. Ed allora, ancora una volta, visto che all’interno della nostra coalizioni ci sono pure i nostri detrattori che, per puro opportunismo giocando alla disinformazione, mi occorre sottoporvi le motivazioni di IDV per ciò che concerne “Il Ponte sullo Stretto di Messina”, motivazioni che si può essere liberi di non condividere ma non può essere permesso dare in pasto a mistificatori.

Le motivazioni quindi, le Nostre motivazioni, potete ascoltarle qui, poi fatevi un giudizio vostro ma vi prego di confrontale con quelle di Altri a Noi esterni e cominciamo a parlare seriamente di autoreferzialità ed opportunismi tornacontistici.

Saluti,
Mirco Marchetti – IDV – Direttivo Provincia Pesaro-Urbino

lunedì 29 ottobre 2007

Intervista a Di Pietro

Milano, 23 ottobre 2007 - ATTAPIRATO Di Pietro, perché Mastella lo ha chiamato «un analfabeta del diritto?» Neanche un po’. Valerio Staffelli e quelli di Striscia lo aspettano sul marciapiedi e gli consegnano il tapiro. E lui: «Lo darò a Mastella. Se fosse stato il ministro della giustizia del governo Berlusconi a chiedere il trasferimento del magistrato che lo stava indagando ci sarebbe stata una rivolta. Oggi invece passa il tentativo di mettere il bavaglio e di deligittimare quel magistrato», chiosa l’ex pm in questa intervista in cui parla da Guardasigilli. Di un governo che non c’è e che lui immagina con metà dei ministri di oggi.

L’inchiesta tolta a De Magistris: brutta storia. Come uscirne?
Di Pietro indica una via di fuga teoricamente possibile. «L’avocazione è un fatto tecnico. In questo caso c’è la facoltà del procuratore generale di avocare a sé le indagini. Non è un obbligo, è un fatto di valutazione di opportunità. Io rispetto le decisioni della magistratura. E come rispetto il diritto-dovere del magistrato De Magistris di iscrivere nel registro degli indagati il presidente del Consiglio o il ministro della Giustizia, rispetto il provvedimento della procura generale. Ma ciò che reputo grave è quel che ha determinato la decisione di quella procura generale».

Che cosa?
«L’ha determinata il fatto che, mentre un magistrato indaga sul presidente del Consiglio, ministro della Giustizia e tanti altri personaggi, il ministro della Giustizia attiva una procedura di trasferimento immediato di quel magistrato per incompatibilità ambientale. Così da una parte un magistrato indaga su persone di governo e dall’altra parte queste persone di governo, utilizzando i loro poteri, indagano su di lui. E’ una situazione di conflitto, ma chi ha provocato questo conflitto?».

Che cosa c’entrano i poteri occulti di cui parla De Magistris?
«Io mi sono sempre comportato come San Tommaso, se non vedo non credo. La parola poteri occulti vuol dire tutto e niente. Potremmo ricorrere alla parola usata da Calderoli: è stata una porcata».

Lei ha chiesto un intervento di Prodi sul caso Mastella. Quale decisione dovrebbe prendere?
«Ho chiesto l’intervento di Prodi, o meglio del governo e del parlamento, prescindendo dal caso di specie, perché ormai la frittata è fatta, ed è difficile tornare indietro, anche se un meccanismo c’è, ma richiede tanta di quella umiltà, che la vedo difficile».

Qual è il passo?
«Il ritiro della richiesta di trasferimento da parte del ministro della Giustizia, per non dare l’impressione di voler togliere le indagini».

Non sarebbe una decisione tardiva?
«No, tecnicamente è possibile la revoca di un atto amministrativo. Ma la vedo difficile, se non impossibile conoscendo le capetoste, l’alterigia e l’arroganza dei soggetti protagonisti».

Sta parlando di Mastella?
«Anche. Ma direi di tutta la classe politica in generale. Ma non è tutto».

Che cosa?
«Venuta a mancare la richiesta di trasferimento, il procuratore generale che sta per essere nominato a Catanzaro, e quindi soggetto diverso dall’avvocato generale dello Stato che nella veste di facente funzioni in modo precipitoso ha provveduto a fare quell’avocazione, potrebbe revocarla. E De Magistris potrebbe continuare il proprio lavoro. Ma mi rendo conto di avere dato una risposta accademica».

Con quale accademico risultato?
«Che il politico potrebbe dimostrare di saper fermarsi quando entra in gioco lo Stato di diritto».

Lei ha chiesto al governo di aprire il quaderno giustizia. Che vuol dire?
«Che si faccia una discussione sulla politica giudiziaria, che vogliamo attuare. Chiedo un disegno di legge sulla riforma del codice penale sostanziale e di procedura penale, che riduca il numero dei reati a quelli ad alto allarme sociale, che dia certezza della pena, che riduca i tempi processuali, che ridefinisca i gradi di giudizio, che anticipi la pena anche dopo il primo grado di giudizio, che preveda un piano di edilizia carceraria. Queste e molte altre cose».

Sembra il programma del Guardasigilli. E’ stata una scelta sbagliata affidare il ministero della giustizia a Mastella?
«Non spetta a me giudicare. Ma mi spetta richiamare il governo all’assunzione di una responsabilità collettiva. Non si può banalizzare dicendo: lite Di Pietro Mastella».

Mastella l’ha insulta.
«Mi accusa di fatti, che riguardano vicende private, come la storia della Mercedes, per le quali sono stato già processato. Processi che si sono conclusi nel ’95, ’96 non solo con il mio proscioglimento ma anche con la condanna dei miei diffamatori».

E se Prodi non le rispondesse?
«Se non daremo una risposta rischiamo di andare tutti a casa. Tra poco ci prenderanno a sputi in faccia».

A primavera si andrà a votare?
«Non dipenderà da una strategia ma da un terno al lotto. Dovuto anche al fatto che al Senato, un parlamentare vale più di un partito di maggioranza. Tutto dipende dalla monetina come cade per terra».

Siamo alla casualità, nemmeno più alla navigazione a vista?
«Fossi io presidente del Consiglio procederei ad una ristrutturazione o rimpasto del governo con una riduzione di almeno 10 ministri su 25».

Quali abolirebbe?
«Il mio per primo. E abolirei anche 50, 60 sottosegretari, perché prevedere 102 sottosegretari solo per dare un posto a quelli che sono stati trombati non è un atto di trasparenza politica».

Alla fine dà l’impressione di ritenere inevitabile che si vada alle urne.
«Io però, fossi Prodi, li farei questi tagli».

E i ministeri da tagliare?
«Bisogna ridistribuire le deleghe, che oggi sono date a più ministeri, solo per accontentare più partiti. Prenda la solidarietà, spetta al ministero delle pari opportunità, della famiglia, delle politiche giovanili, della solidarietà, del lavoro. Cinque ministeri, troppe duplicazioni di funzioni».

Dove va Di Pietro? A destra o sinistra?
«Il centrodestra per me sta dall’altra parte».

Grillo, è già passato come fenomeno?
«Ognuno di noi ha il suo tempo. Ma ha un grande merito ancora attuale: aver segnalato l’esistenza di un’informazione alternativa, di aver contribuito al risveglio della voglia di fare politica. E di aver fatto dialogare istituzioni e opinione pubblica».

giovedì 25 ottobre 2007

FINANZIARIA. PEDRINI IDV: ACQUA E' DIRITTO, BENE ABOLIZIONE ATO

(DIRE) Roma, 25 ott. - "Tutto il mio sostegno alle iniziative che vedono l'acqua, bene pubblico, come diritto fondamentale dell'uomo da tutelare". Lo dichiara Egidio Pedrini, deputato IdV, che precisa come "e' giusto procedere alla privatizzazione dei servizi ma la privatizzazione dei diritti e' un'altra cosa. Nel caso della gestione delle risorse e dei servizi idrici- riferisce Pedrini- ci troviamo dinanzi ad un diritto, ossia quello di usufruire di un bene fondamentale e indispensabile come quello dell'acqua che non puo' essere in alcun modo soggetto a procedure di privatizzazione". La legge Galli, osserva, che "si ispirava al principio della solidarieta', va modificata per la parte in cui lascia alla speculazione del mercato il diritto all'acqua e non si puo' piu' pensare di spacciare per pubbliche societa' che rispondono al mercato o alla borsa invece che alle esigenze dei cittadini e, soprattutto, dei settori piu' deboli". Per questo, conclude Pedrini, "sosterro' convintamente l'emendamento alla Finanziaria che abolisce le Ato restituendo il controllo dell'acqua agli enti pubblici".

giovedì 18 ottobre 2007

Nasce la Sinistra dell’Italia dei Valori


Di Roberto Sinico, Responsabile Nazionale del Dipartimento “Famiglia, Minori Anziani” IdV

In assenza di un Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori, credo sia necessario, per trasparenza e democrazia interna, raccogliere gli iscritti IdV e le Persone che hanno una sensibilità rivolta al sociale, all’ambiente, alla condizione di vita delle persone, alla solidarietà concreta e non solo affermata, per formare una corrente che esprima tali istanze, in opposizione alla parte liberale massimalista del nostro partito.
La battaglia della legalità, la questione morale, la lotta alla corruzione non si discutono, ma accanto alla Giustizia in senso stretto, il partito della morale non può non perseguire la Giustizia Sociale. Le Persone non possono aspettare che in parlamento siedano politici onesti per migliorare la condizione precaria della loro vita.
Non accettiamo che l’Italia dei Valori vada a destra, che Antonio di Pietro sciolga il suo partito per convergere in un nuove soggetto politico moderato. L’Italia dei Valori non è una lista elettorale, ma una visione del mondo e della politica ben definita ed in quanto tale è un bene per tutti gli italiani. Abiamo bisogno di una rinascita di Valori sani, di legalità, di moralità, di giustizia sociale, di uguaglianza, di fraternità, di solidarietà vera. Perciò dobbiamo collocarci tra Partito Democratico e Sinistra radicale, o meglio popolare, favorendo il dialogo interno alla coalizione del centrosinistra, l’Unione, dando un contributo di giustizia nelle scelte politiche economiche, sociali ed ambientali”.
Queste le parole di Roberto Sinico, Responsabile Nazionale del Dipartimento “Famiglia, Minori Anziani” IdV, anima sociale e morale del partito nella fabbrica del programma di Prodi, alla vigilia dell’Incontro dei Valori “Dalla parte dei Cittadini”, che si terrà a Vasto dal 5 ottobre. “Non intendo produrre lacerazioni o scissioni”, continua Sinico, “ma lavorerò per raccogliere le Persone e gli iscritti che intendono dare piu forza alle politiche che si occupano della vita dei bambini, dei giovani, delle persone disabili, degli anziani, del rafforzamento strutturale di scuola, sanità ed assistenza sociale, della salvezza dell’ambiente, della precarietà del lavoro e della vita, della cura dell’infanzia, della condizione delle donne, della fame nel mondo. Mi appello alla forte passione ed impegno di Di Pietro per la qualità della vita delle fasce deboli e precarie della popolazione che sono in forte aumento.
Il problema del nostro partito risiede nella concezione dell’economia: il liberismo come strumento di progresso sociale è una buona idea teorica ma nella realtà ha fallito.
Il liberismo utilizza le persone al servizio dell’economia dei grossi capitali ed interessi finanziari. Noi crediamo invece che l’economia deve essere al servizio delle Persone. Attendere che il mercato si moralizzi nel rispetto di regole giuste e trasparenti, istituendo una concorrenza corretta e leale, è come dire campa cavallo che l’erba cresce. Rendere il liberismo ed il capitalismo umani è la battaglia che ho combattuto in anni di convinta militanza nell’Italia dei Valori, ma ormai sono convinto che praticando questa via l’umanità, i consorzi sociali, sono votati all’abisso, alle continue guerre, all’impoverimento dei popoli, alla rovina dell’ambiente, all’indifferenza globale rispetto alla drammatica sorte disumana che incombe su milioni di bambini e, nella piccola quotidianità di ognuno di noi, l’accettazione rassegnata che un bambino disabile non abbia a scuola l’insegnante di sostegno perché i budget di bilancio, le scarse risorse gestite dai managers, non lo consentono.
Se l’economia non è al servizio delle Persone, ma viceversa, allora tutti diveniamo dei questuanti, alcuni molesti, alcuni disperati, e le nostre voci sono ignorate dai politici che parlano di ascolto dei cittadini. Il liberismo non sta dalla parte dei cittadini, Un liberismo equo, solidale, sociale, non è oggi possibile, e l’Italia dei Valori deve forse ripartire dai problemi concreti e quotidiani, perché solo così deve fare e non può non fare un partito che fa della morale la sua bandiera. Stare dalla parte dei cittadini, io preferisco delle Persone, significa liberarli dalla condizione di questuanti garantendo loro il rispetto dei loro Diritti.
Molti, anche nel nostro partito, parlano di Solidarietà sostenibile, quella possibile in base alle risorse di bilancio, una sorta di tassa fastidiosa, un’elemosina costosa.
La Solidarietà non è un peso per la collettività ma il primo Valore dell’Umanità. I bambini non sono un costo, i pensionati non sono una zavorra che ci condurrà alla rovina economica, i lavoratori non sono un gravame ma una risorsa per un paese. Le tasse non sono un furto dello Stato ai danni del cittadino, ma lo strumento della sua Responsabilità verso gli Altri nella vita sociale di un popolo. Oggi la Solidarietà si misura con un badget, che il manager cerca di ridurre con l’aiuto di una prassi sempre più controllata da metodi scientifici. Progressivamente, subdolamente, quasi senza che nessuno se ne accorga, diminuiscono i servizi, per ridurre le tasse. Per noi, invece, Solidarietà significa mettersi nei panni di chi ne ha bisogno e in base a ciò stabilire il badget, in modo che le tasse non siano oboli fastidiosi lesivi dell’egoismo avido, ma partecipazione umana alla vita della comunità.
Dove sta la solidarietà nel togliere gli insegnanti di sostegno ai bambini, o diminuendo soltanto le ore assegnate, nel lasciare cadere a pezzi le loro scuole, nel fare una legge per precarizzare il lavoro e la vita delle Persone, nel mandare in pensione i lavoratori sempre più tardi con la scusa che la vita, nelle case di riposo senza assistenza, si è allungata? Ciò che si allunga a dismisura è la sofferenza dellìItalia.
Il liberismo ha fallito in questo compito di servizio alle Persone per autoalimentarsi in una spirale di vorace arricchimento brutale, che, divenuto globale, ha ridotto ulteriormente e gravemente le possibilità di vita di miliardi di Persone.
Sono entrato nell’Italia dei Valori credendo che il liberismo potesse diventare umano, mettendolo alla prova, ma ho capito, ora, che ciò non è possibile nella realtà per il suo carattere utopico ed intrinsecamente malato, per le sue edulcorate proposte di un Bene per tutti, che mirano sottobanco soltanto a produrre la ricchezza opulenta di pochi.
Dare vits, far nascere una corrente interna che dia enfasi al sociale è una normale prassi democratica in un partito. Non essendoci un congresso nazionale, credo sia giusto esprimere la posizione della sinistra IdV, la quale ritiene che la giustizia sociale, la solidarietà, l’assistenza non vengano, dopo la battaglia per la legalità. I lavavetri molesti disturbano molto meno il popolo italiano di chi ha ridotto l’economia italiana sul lastrico arricchendosi rubando. Riformare le pensioni va bene a patto che i pensionati non ne escano come zavorra per la collettività e che le risorse risparmiate vadano al sociale e non alle aziende private. Andare in pensione più tardi per garantire la pensione dei figli è un argomento che regge soltanto se la Repubblica Italiana fondata sul lavoro, ne garantisce ai giovani uno e sicuro, per poter guardare al futuro con serenità e costruirsi una famiglia senza paure
La Sinistra IdV è una corrente interna, normale espressione della vita democratica di un partito, portavoce di istanze che non trovano enfasi nella comunicazione dei parlamentari IdV e che invece devono a ragione trovare posto nell’identità politica dell’Italia dei Valori per esprimere con più forza le istanze sociali ed ambientali. In Italia ci sono già tanti soggetti che si occupano benissimo di economia, pochi quelli in grado di indicare un senso alla vita delle Persone, dando energie alla costruzione di un mondo fatto di Valori umani, allontanando gli idoli ingannatori del successo e del denaro, dello sviluppo economico indiscriminato e disumano, dell’avido interesse di chi conduce una vita di comodi agi, noncurante di chi soffre.
Nell’Italia dei Valori ci sono molte sensibilita di destra e di centro e da queste posizioni non è previsto occuparsi con forza del sociale. Lo stesso PD dovrà fare i conti con la diminuzione della spesa che significa tagli al personale mirando ad un consenso graduale rivolto a diminuire la qualita dei servizi. A sinistra si trova una sensibilita opposta e questa deve emergere in IdV, la cui funzione deve essere quella di posizionarsi tra PD e sinistra radicale, stimolare il dialogo e dare, alla fine, sulle questioni di merito, un giudizio basato sulla morale, sul giusto. Quando entrammo in Europa, Prodi ebbe a dire che si trattava di fare un sacrificio e poi la gente avrebbe avuto dei benefici. Non mi pare che ciò sia avvenuto, anzi, i sacrifici continuano anche per gli aspetti vitali, essenziali delle Persone. Ricordo che nel programma dell’Ulivo del 2001, un capitolo parlava di “Umanizzazione della Sanità”. Poi, la Sanità, si è provveduto a spolparla di energie professionali, a risparmiare soldi, ma di umanità non vi è traccia. I pazienti sono stati buttati sul Territorio, dove marciscono in attesa dell’assistenza. In Friuli Venezia Giulia l’assessore alla sanità afferma pubblicamente che mancano in regione 800 professionisti, ma che non ci sono le risorse per assumerli. Se mancano, la posizione di IdV deve essere : trovare le risorse!
Antonio Di Pietro dice spesso che il suo è il partito del fare. Io però, credo, che prima del fare dobbiamo pensare a quelle cose che non si possono non fare. Da quando siamo al governo, il partito ha subito progressivamente una svolta moderata, accentuando i tratti ideologici massimalisti del liberalismo e del liberismo, smarrendo via via la componente socialista democratica, l’attenzione reale alla condizione di vita delle persone, occupandosi invece di un astratto bene dell’Italia, tipico della destra: sviluppo, rigore, autoritarismo ma poche parole in favore di scuola, sanità, assistenza, lavoro, aiuto all’infanzia, considerazione delle donne in politica, attuando una incomprensibile violenta reprimenda della componente sinistra dell’Unione e dei sindacati, buttando via con l’acqua sporca anche il bambino. Anche la posizione della sinistra sulla Finanziaria, mi pare debba essere presa in considerazione. Come non notare che sostiene maggiormente le imprese e le aziende private rispetto alle fasce più disagiate del Paese?
Quante sono le cose dette sulla scuola da Diliberto, sull’ambiente da Pecoraro Scanio, sul lavoro e sulle pensioni di Giordano che dovremmo ascoltare per riflettere prima di prendere posizione? Perché il pregiudizio a priori? Come è possibile, dico io, negare ai bambini in difficoltà scolastica l’insegnante di sostegno dicendo che mancano le risorse?. Oggi un genitore è costretto a chiedere l’elemosina per avere assistenza di suo figlio e se le persone, i cittadini, esigono di veder rispettati diritti stabiliti da leggi, diventano per i governi fastidiosi questuanti, non molesti come i lavavetri, ma rassegnati e impotenti.
Per questo motivo, l’organo informativo della Sinistra IdV, sarà un giornaletto per il momento on-line dal titolo “La Questua”. La prossima settimana invieremo il numero zero della testata, per dare voce ai cittadini questuanti. Le loro questue non si perderanno nel mare magno dell’informazione che tutto dimentica ed oblia ad arte per pilotare l’opinione delle persone e quindi le scelte politiche, ma le riprenderemo in mano ad oltranza monitorando la reazione concreta di chi governa il paese.
Le tendenze psico-sociali della nostra comunità educano ad una lotta di tutti contro tutti, anche nei rapporti quotidiani. Noi ci batteremo anche a livello culturale affinchè si ritrovi l’accoglienza, l’ospitalità, la partecipazione, la solidarietà del tutti assieme, il Valore dei Valori.
Nella fabbrica del programma del centrosinistra, Prodi affermò che la civiltà di un popolo si misura dall’attenzione ai deboli. Non basta per noi misurare, dobbiamo costruirla la civiltà.

Messo all'attenzione da:
Mirco Marchetti, membro Dipartimento Nazionale "Famiglia Minori ed Anziani" IDV




sabato 13 ottobre 2007

Il Gioco: Servizi Trasporti e Mensa


Questa rilevanza che iniziano ad assumere i blog, soprattutto dal dopo Grillo in poi, mi affascina ed apre nuove frontiere alla comunicazione. Le sinergie tra i media tradizionali e "la Rete", sono qualcosa di auspicabile, allora e visto che, se esiste un popolo che ancora ignora la portata dell'evento, esistono pure giornalisti che
paiono voler giocare con il mezzo, ed allora giochiamo tutti assieme, a me piace giocare e far giocare. A fronte di un articolo oggi apparso sul Corriere Adriatico, mi sono detto: "perché non dar rilievo ed il giusto spazio pure al giornalista che intervista e che pare voler giocare assieme a noi?" - non è giusto escludere ed allora, smontandolo, entro nell'articolo includendomi e cercando di dar soddisfazione alle domande che Eugenio fa all'Amministrazione Comunale di Fermignano.

Gli attori:

Eugenio Gulini (E.G) il giornalista
Amministrazione Comunale (A.C)
Mirco Marchetti (M.M) - IDV e membro della Minoranza

(E.G.):Il Sindaco Giorgio Cancellieri e l’assessore Nicoletta Bonci si riprendono, a dir loro, le giuste rivincite...”


(M.M)..Pensiero silente..(mi permetto ricordar Loro che vorrei si chiarisse quando hanno ricevuto una sconfitta visto che si menzione una “rivincita” e, se avessero nel caso ravveduto un’affronto, si specificasse meglio il contesto)

(A.C):Alla fine si sono rivelate per quello che erano: polemiche sterili ed inutili solo finalizzate a gettare discredito su di una Amministrazione che sta invece lavorando in modo serio per cambiare e migliorare le cose...”.

M.M: "Mi si permetta di pretendere che si dia uguale legittimazione alla minoranza che, anch’Essa, sta lavorando in modo serio per cambiare e migliorare le cose a Fermignano."

E.G.: "Scusate, ma a chi vi state riferendo?"

A.C: “Ci riferiamo ai servizi scolastici di mensa e trasporto. A qualcuno, o meglio, la minoranza dell’Unione, ha per tutta l’estate fomentato polemiche facendo circolare notizie non vere che puntualmente si sono sciolte come neve al sole.” [interr..]

M.M: “Anzitutto, per ciò che mi concerne ad esempio, visto che ero presente al Consiglio Comunale, mi piacerebbe sapere a quali “notizie non vere” ci si riferisce ed in che maniera siano poi state fatte circolare visto che nessuna obiezione fatta dalla Minoranza ha avuto lo spazio ed il rilievo che invece paiono assumere per la stampa tutti gli atti che appartengono alla Maggioranza. Mi pare che, ad una necessità sollevata in Consiglio Comunale dalla Maggioranza stessa riguardo la riduzione del servizio Mensa Trasporti, obiettando sui criteri che l’Assessore preposto andava a definire, io personalmente ne avanzavo altri a mio parere più equi e ne auspicavo il confronto costruttivo. L’esigenza comunque di ridurre il servizio era fatta palese e fu motivo di confronto in Consiglio Comunale, spero esistano i verbali degli atti al proposito.”

A.C: [riprende].. :"Dopo alcuni anni in cui i servizi di mensa e trasporto sono stati gestiti in modo assolutamente discrezionale e senza regole certe, uguali per tutti, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio Cancellieri, e l’assessore alla Pubblica Istruzione Nicoletta Bonci hanno impresso una svolta e deciso che i suddetti servizi venissero erogati nella massima trasparenza e soprattutto sulla base di criteri chiari e precisi”.


M.M : "Sarebbe così inaudito rendere edotta la cittadinanza su quali criteri avete scelto? Se sono così chiari e precisi, sicuramente verranno accolti da tutti, pure da questa ciarlona Minoranza che disassemblata si fa pure, pudicamente, parte di cittadinanza amministrata."

E.G. : "Dunque, dalle vostre parole è evidente che l’intento dell’Amministrazione non è stato quello di escludere qualcuno dal servizio, come si è tentato di far credere."

A.C: “Assolutamente no. Tanto è vero che tutte le domande per il trasporto sono state soddisfatte e, con riferimento alla mensa, la capienza massima dei locali risulta coperta. Al bando le chiacchiere, questa Amministrazione privilegia i fatti. ..”

M.M: "Caro Eugenio, scusa se interrompo l’idillio, ma vorrei ricordare che per informare ci si può a nostra volta noi stessi informare, esistono atti che dimostrano l’intenzione da parte di questa Amministrazione, non di togliere un servizio per un capriccio, sarebbe oltranzoso solo il pensarlo, ma per giungere ad una finalità che, se supportata da argomenti, potrebbe pure essere condivisibile, e pare fosse quella di dare un servizio di maggior qualità riducendo il bacino di utenza e, se non erro, si disse in Consiglio che l’utenza ottimale sarebbe stata proiettata verso un accoglienza di richiesta di ottanta bambini. Quindi l’intenzione a ridurre vi fu senza dubbio semmai si chiedeva di argomentare meglio le motivazioni. Cosa vi è di inaudito in tutto ciò? Ora invece si prende atto che non si ridurrà più. Il criterio proposto fu quello di porre un discrimine a coloro che risiedono “al di là della ferrovia”, ora vengo ad apprendere che pure quella modalità discrezionale è stata abbandonata (e questo non può farmi che piacere, chissà che non vi sia stato in ciò pure lo zampino della Minoranza?) anche se non pare sia intenzione da parte di questa illuminata Amministrazione far sapere quali criteri sono stati adottati, questo può significare però che pure il contributo ed il confronto con questa Minoranza cialtrona, così vani non sono stati, non Vi pare? Assieme, ma solo assieme, possiamo costruire una Fermignano più vivibile per tutti e, con tutti voglio includervi pure la minoranza."

E.G: "Conoscendo come vanno le cose in in piccolo centro non resta che attendere la risposta delle campane agli squilli di trombe."

M.M: "Purché smettano di suonare i violini.."

impudentemente, 
Mirco Marchetti

P.s.
l'articolo originale e da me "manipolato" può essere visionato in risposta del presente post.

mercoledì 10 ottobre 2007

Montanelli censura la censura


Vi invito a vedere questo filmato, Montanelli censura la censura. Il Giornalista, paragona e definisce l’atteggiamento assunto da parte di una modalità di gestione del potere; Fascismo. Viene evidenziato il malessere del Potere nei confronti della Satira. Per vedere il filmato cliccare qui: http://it.youtube.com/watch?v=1MaDgMTn0U8


Mirco Marchetti

sabato 6 ottobre 2007

Riformismi e nuovi fasi della Politica


Un comico dice che, non i partiti ma "questi" partiti, sono finiti, non la politica ma, "questa politica" è finita ed ecco si risveglia il gene della demonizzazione. Eppure le persone hanno risposto. La politica, questa politica cui si accosta qualcosa che ambirebbe chiamarsi scienza della politica è, rispetto alle altre scienze, quasi improduttiva, le altre scienze, tutte, negli ultimi due secoli hanno fatto passi in avanti enormi, la politica è rimasta pressoché invariata. “I modi di raccolta e gestione del consenso, i sistemi elettorali, i metodi di costruzione delle decisioni politiche, non sono tanto diversi da quelli usati dalle democrazie occidentali, da Lincoln a Giolitti. La politica, cioè il modo con cui gli uomini organizzano la convivenza collettiva, sembra il comparto della civilizzazione umana meno toccato dai cambiamenti prodotti dalla macchina a vapore, l'aeroplano, la televisione, le tecnologie informatiche" (PsiPol). Ora, dal mio punto di vista, senza scendere in cretinate di basso livello e che non fanno onore all'intelligenza per cui si appellano i dissensi come fascisti o comunisti a seconda delle convenienze, direi di assumere il comico nella sua veste reale,quella di Animatore. Il comico ha avuto il merito di mettere in forse le certezze su cui basavano e basano il controllo gli apparati del potere burocorporativo che è per definizione conservatore, sia che si dica di destra o di sinistra e controlla tutto ciò che può essere prevedibile. Grillo è imprevedibile così come imprevedibile è il fenomeno che gli si accosta. Questo spaventa tanto. Un comico mette in crisi un sistema e la crisi è il presupposto ideale per iniziare un cambiamento. Ora però sta a noi cittadini trovare nuove forme di organizzazione, nuove modalità di ricerca del consenso ma, solo chi osa può. La visione laica del Riformismo, mi spinge a parlare di Riformismi. I riformismi devono poter saper attuare una nuova fase politica e non è detta essa debba passare per delle liste civiche che per l’esoticismo paiono attirare nel solo evocarle i consensi delle masse, poichè comunque esse dovranno condurre lo stesso logoro gioco nel solito vetusto scacchiere, pur con una casacca un po’ differente.

E' quindi sul modo di ricerca del consenso che occorre porre l'indice per costruire l'incipit che dia valore ad un tipo di riformismo che riesca ad esaltare le voci dei meno visibili e, anche per questo, dei meno ascoltati. Costruire forme partitiche che riescano ad ingabbiare percentuali di persone candidabili in base alle condizioni in cui versano ed al loro bagaglio esperienziale (es. 5% licenziati, 5% interinali, 5% cassintegrati, 5% precari, 5% disabili, 5%meno abbienti ..et cetera). Queste poi verranno sponsorizzate e sostenute dalle varie forme partitiche che le sostengono. In questo io direi di osare ed iniziare una reale riforma ed in questo io vedo partir male il PD, liste bloccate e candidature calate dall'alto delle oligarchie. Ciò detto la mia è una delle tante visioni che gradirei portare su di un tavolo negoziale e la proposta metodologica di costruzione di queste nuove forme viene suggerita come “Quote multicolore”, come ebbi a dire, in un clima che ha visto ispirare le cosiddette “Quote rosa”.

Mirco Marchetti

domenica 30 settembre 2007

Lettera aperta all'Assessore Nicoletta Bonci


Leggo dal Carlino Pesaro che l’Assessore Nicoletta Bonci reputa “sterili” quelle che Ella va a definire come polemiche in riferimento all’azione di discrimine adottata nei riguardi del servizio “Mensa-Trasporti” a Fermignano da questa Amministrazione.
Caro Assessore, se le parole hanno un senso, suppongo si possa considerare la mia proposta come improduttiva, pensando alla sterilità di ciò che andavo evidenziando e questo non mi conforta. Ci sono cose che invece mi fanno riflettere leggendo l’articolo, Lei sostiene nello stesso che comunque tutti sono stati accontentati, quindi seguendo la polemica da Lei instaurata e non certo dal sottoscritto, ciò significa che la mia domanda sul fatto se vi era un’effettiva necessità di riduzione dell’utenza non era così fuori luogo. Oppure semplicemente significa che avete dovuto fare un passo indietro dalle intenzioni manifestate in Consiglio Comunale. Ma la questione da me posta, di cui si può prendere visione nella lettera scritta su questo Blog, non aveva le intenzioni oscure e belligeranti che Lei lascia invece trasparire tra le righe nell’articolo, quanto invece Le si offriva un punto di vista differente sulla questione proteso al costruire le basi di un mondo equo e solidale ponendo l’enfasi sugli effettivi bisogni dei cittadini, quindi veniva fatta una proposta, magari se vuole discutibile, magari non condivisa in toto, ma era una semplice proposta che poteva essere accolta o no. Nell’articolo Lei dice che i criteri ci sono e sono giusti, spieghi allora ai cittadini i suoi criteri e, se Le fa piacere, li contrapponga ai miei, poiché l’intento sollevato nel mio post era indirizzato ad una opposizione costruttiva e non, come sembrerebbe Lei voler dire, a polemiche fini a se stesse.
Per parte mia, si fa riferimento allo stilare una graduatoria che assegni un punteggio ai richiedenti un servizio dietro parametri oggettivi e che fanno leva sui bisogni disegnando una prassi metodologicamente più corretta, a parer mio, di quella da Lei suggerita in Consiglio Comunale che andava ad escludere “quelli di là dalla ferrovia”, ciò poteva indurre da parte Sua ad una disquisizione sul merito, ma dichiarare ed etichettare come “sterili polemiche” certe proposte solo perché evidenziate da una minoranza, lo trovo ancora una volta argomento condito di scarse motivazioni e che di costruttivo hanno ben poco. Ancora una volta quindi e per il bene della nostra cittadina La esorto a concentrarsi, non sul “Chi dice cosa” ma sul “cosa si dice”. In attesa di una più illuminante Sua controdeduzione,

Saluti,

Mirco Marchetti – IDV - Fermignano

Riunione direttivo provinciale IDV

E' convocato per il giorno martedì 2 ottobre 2007, alle ore 21,00 presso la sede civica di P.zza Europa Baia Flaminia Pesaro la seconda riunione del direttivo provinciale IDV
 
All' ordine del giorno saranno posti i seguenti argomenti:
 
- comunicazioni del tesoriere
- disposizioni per lo svolgimento del congresso provinciale IDV 2007
- varie ed eventuali.

Direttivo provinciale IDV

IDV: MURA, COL NOSTRO 'BLOG' ABBIAMO FATTO SCUOLA

Roma, 27 set. (Adnkronos) - Rivendicano la primogenitura dell'idea di fare politica usando i blog su Internet. "Forse non siamo stati proprio i primi, ma certo abbiamo fatto scuola...", dice Silvana Mura dell'Italia dei Valori parlando del blog di Antonio Di Pietro in un momento in cui, vedi Beppe Grillo, il 'mezzo' va per la maggiore. Un successo tale che l'IdV sta preparando un nuovo portale: "Lo presentera' Di Pietro alla festa di Vasto -spiega Mura- sara' un sito piu' ricco, con collegamenti diretti a tutti i nostri eletti nel territorio, cosi' i cittadini portanno segnalare direttamente i problemi delle zone in cui vivono. Ormai abbiamo cosi' tanti contatti che abbiamo dovuto 'potenziarci'. Anche perche' il ministro Di Pietro passa le domeniche a rispondere ai messaggi del suo blog". Un successo, secondo l'esponente dell'IdV, dovuto soprattutto alla voglia di partecipare in modo nuovo che hanno i cittadini: "Quando la gente va in piazza da Grillo non e' antipolitica ma richiesta di buona politica e tramite il blog possiamo intercettare le esigenze dei cittadini. Ad esempio, tanti suggerimenti ci sono venuti da interventi proprio sul blog per la nostra proposta di legge sui costi della politica. E' un modo, molto economico, di stare in mezzo alla gente, come andare in autobus e sentire quello che si dice in giro".

Da: Rassegna stampa IDV

mercoledì 19 settembre 2007

Fermignano, in proposito alla diminuzione utenza per servizio "Mensa-Trasporti"


Una delle cose che mi pare i cittadini faticano a comprendere è quel meccanismo, spacciato per ovvio e scontato, in base al quale si deve contribuire in una direzione anche in termini di danaro sotto la promessa che in cambio si avrà una corresponsione in termini di aiuti e servizi, in primis alle fasce più deboli e bisognose, quindi ai cittadini tutti che con i loro proventi si adoperano per questo. Il problema è che, i cittadini oramai pesantemente vessati e che faticano a mantenersi sempre con più difficoltà in uno standard di vita dignitosa e che in sempre maggiori casi faticano a mantenere il possesso anche della propria abitazione, pressati dagli interessi sui mutui che continuano a crescere in maniera esorbitante, stentano a digerire ciò che un tempo e giustamente la logica del welfare dettava, proprio perché sempre più, in cambio di ciò che si da, si ottiene meno. Insomma, si paga, ma in cambio di cosa?

Ora, Fermignano che è una cittadina con forte incremento demografico, terzo polo industriale della provincia e proiettato verso “il mattone”, è comunque un Comune che difetta fortemente di servizi alla persona. Non esistono servizi decenti per Anziani "fragili" ne strutture adeguate, non esistono servizi adeguati per persone non autosufficienti, spazi per ragazzi et cetera, l’Amministrazione Comunale, in tale contesto con delibera n.68 del 14 magio 2007 decide di ridurre il servizio “Mensa-Trasporti” ad un bacino più ristretto di utenza, motivando la scelta ad un desiderio di ottimizzazione del servizio stesso. Ora, posto che andrebbe maggiormente indagata l’effettiva necessità di una razionalizzazione del servizio precedentemente offerto ai cittadini, si ritiene alquanto discutibile il criterio scelto dall’Amministrazione stessa in riferimento a “quali” cittadini devono essere esclusi dal servizio in oggetto, visto che il criterio non pare assecondare una logica di bisogni specifici ed oggettivamente misurabili, mi chiedo e chiedo verso quale logica è allora orientata l’intenzione dell’Amministrazione nel momento in cui decide di escludere tutti quei cittadini che risiedono “al di là della ferrovia”. Se può essere acettata una discriminazione su criteri di “vicinanza-lontananza” dalla scuola, va aggiunto che questa non può essere l’unica condizione necessaria e sufficiente per giustificare una riduzione del servizio, ma limitare addirittura ad un confine arbitrario ( la ferrovia), senza tenere in dovuto conto che i cittadini richiedono un servizio dietro particolari e specifici bisogni, mi pare francamente irragionevole. Se l’agire intenzionale contribuisce a definire lo standard etico, quale etica possiamo leggere dietro intenzioni così difficilmente accettabili da parte di questa Amministrazione?

Allora cominciamo a delineare, in termini di opposizione costruttiva e di senso le condizioni di inclusione/esclusione ad un servizio riferendoci specificamente al servizio Trasporti-Mensa, volgendo lo sguardo verso un criterio razionale e maggiormente rispettoso e rispondente agli effettivi bisogni del cittadino.

Formazione di una graduatoria ed assegnazione di un punteggio ai richiedenti il servizio.

Precedenza Assoluta al servizio per:

Tutti quei bambini che abitano in campagna e ad una distanza di almeno 3 KM dal centro.

Bambini diversamente abili (L. 104)

Di conseguenza ed in termini di priorità discendente assegnando quindi un punteggio da inserire in graduatoria:

1) Genitore solo, che lavora
2) Entrambi i genitori lavorano a tempo pieno
3) Un genitore lavora a tempo pieno ed uno lavora part-time
4) Entrambi lavorano part-time

Per ogni componente il nucleo famigliare che mostra invalidità al 100% o viene classificato diversamente abile in base alla L.104 (allegando documentazione) si può pensare di attribuire un punteggio a supporto dei precedenti parametri.

A parità di condizioni precedenti si può attribuire un punteggio riferito alla pretesa di maggior diritto in conseguenza della minore età del bambino.

Proposta di,
Mirco Marchetti


domenica 16 settembre 2007

Intenzioni di voto

                                                                           Autore:
                                                                      Ekma S.r.l.
Committente/ Acquirente:
L'opinione

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Sondaggio telefonico a livello nazionale con doppia rilevazione

Metodo di raccolta delle informazioni:
Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
Due rilevazioni di 1.000 casi ciascuna a popolazione dai 18 anni in su (48.483.370 fonte:Istat popolazione al 1/1/2005)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 07/09/2007 ed il 10/09/2007


                                                                QUESTIONARIO
                                                                    QUESITO n.1
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, Lei per quale partito avrebbe votato?.