mercoledì 19 settembre 2007

Fermignano, in proposito alla diminuzione utenza per servizio "Mensa-Trasporti"


Una delle cose che mi pare i cittadini faticano a comprendere è quel meccanismo, spacciato per ovvio e scontato, in base al quale si deve contribuire in una direzione anche in termini di danaro sotto la promessa che in cambio si avrà una corresponsione in termini di aiuti e servizi, in primis alle fasce più deboli e bisognose, quindi ai cittadini tutti che con i loro proventi si adoperano per questo. Il problema è che, i cittadini oramai pesantemente vessati e che faticano a mantenersi sempre con più difficoltà in uno standard di vita dignitosa e che in sempre maggiori casi faticano a mantenere il possesso anche della propria abitazione, pressati dagli interessi sui mutui che continuano a crescere in maniera esorbitante, stentano a digerire ciò che un tempo e giustamente la logica del welfare dettava, proprio perché sempre più, in cambio di ciò che si da, si ottiene meno. Insomma, si paga, ma in cambio di cosa?

Ora, Fermignano che è una cittadina con forte incremento demografico, terzo polo industriale della provincia e proiettato verso “il mattone”, è comunque un Comune che difetta fortemente di servizi alla persona. Non esistono servizi decenti per Anziani "fragili" ne strutture adeguate, non esistono servizi adeguati per persone non autosufficienti, spazi per ragazzi et cetera, l’Amministrazione Comunale, in tale contesto con delibera n.68 del 14 magio 2007 decide di ridurre il servizio “Mensa-Trasporti” ad un bacino più ristretto di utenza, motivando la scelta ad un desiderio di ottimizzazione del servizio stesso. Ora, posto che andrebbe maggiormente indagata l’effettiva necessità di una razionalizzazione del servizio precedentemente offerto ai cittadini, si ritiene alquanto discutibile il criterio scelto dall’Amministrazione stessa in riferimento a “quali” cittadini devono essere esclusi dal servizio in oggetto, visto che il criterio non pare assecondare una logica di bisogni specifici ed oggettivamente misurabili, mi chiedo e chiedo verso quale logica è allora orientata l’intenzione dell’Amministrazione nel momento in cui decide di escludere tutti quei cittadini che risiedono “al di là della ferrovia”. Se può essere acettata una discriminazione su criteri di “vicinanza-lontananza” dalla scuola, va aggiunto che questa non può essere l’unica condizione necessaria e sufficiente per giustificare una riduzione del servizio, ma limitare addirittura ad un confine arbitrario ( la ferrovia), senza tenere in dovuto conto che i cittadini richiedono un servizio dietro particolari e specifici bisogni, mi pare francamente irragionevole. Se l’agire intenzionale contribuisce a definire lo standard etico, quale etica possiamo leggere dietro intenzioni così difficilmente accettabili da parte di questa Amministrazione?

Allora cominciamo a delineare, in termini di opposizione costruttiva e di senso le condizioni di inclusione/esclusione ad un servizio riferendoci specificamente al servizio Trasporti-Mensa, volgendo lo sguardo verso un criterio razionale e maggiormente rispettoso e rispondente agli effettivi bisogni del cittadino.

Formazione di una graduatoria ed assegnazione di un punteggio ai richiedenti il servizio.

Precedenza Assoluta al servizio per:

Tutti quei bambini che abitano in campagna e ad una distanza di almeno 3 KM dal centro.

Bambini diversamente abili (L. 104)

Di conseguenza ed in termini di priorità discendente assegnando quindi un punteggio da inserire in graduatoria:

1) Genitore solo, che lavora
2) Entrambi i genitori lavorano a tempo pieno
3) Un genitore lavora a tempo pieno ed uno lavora part-time
4) Entrambi lavorano part-time

Per ogni componente il nucleo famigliare che mostra invalidità al 100% o viene classificato diversamente abile in base alla L.104 (allegando documentazione) si può pensare di attribuire un punteggio a supporto dei precedenti parametri.

A parità di condizioni precedenti si può attribuire un punteggio riferito alla pretesa di maggior diritto in conseguenza della minore età del bambino.

Proposta di,
Mirco Marchetti


1 commento:

Anonimo ha detto...

perchè quelli al di la della ferrovia no? forse perchè questi possono eventualmente usufruire del treno. e poi dopo la rotonda il limite/confine ferrovia non dovrebbe più esistere.
e per i genitori-lavoratori precari-flessibili che punteggio viene dato?