domenica 29 luglio 2007

Politica locale: Nasce una nuova "Sinistra per Fermignano"

 La Torre delle Milizie
Mi corre l’obbligo informare, soprattutto per un senso di correttezza che nutro verso coloro i quali simpatizzano, seppur silenti, per il nostro movimento, che l’Italia dei Valori di Fermignano stà elaborando un progetto locale, che potremmo definire di sintesi politica, e che vede la partecipazione attiva, e di movimenti politici e di parti della cosiddetta Società Civile, i quali si riconoscono in una unità di intenti che dovranno essere il collante ed il riferimento primo dell’agire di un gruppo cui è stato dato il nome di “Sinistra per Fermignano”.

Il gruppo “Sinistra per Fermignano” è quindi nato da una esigenza, locale e contingente, e vede la cooperazione tra forze quali, Comunisti Italiani, Verdi, dissidenti fuoriusciti da Rifondazione Comunista e che a Fermignano non si riconoscono più nel loro direttivo, guidati dal Consigliere Arpo Angeli, quindi parti di società civile che non hanno riferimenti diretti con partiti politici ed, ovviamente, l’Italia dei Valori.

Al momento siamo in fase costituente ma, attraverso il contributo dato da ogni parte interessata, si sta elaborando una Carta di Intenti ed una bozza di Statuto.
Sinistra per Fermignano” fa riferimento ai Tavoli Tematici, quale strumento primo in grado di offrire una reale e concreta partecipazione dal basso di tutti i cittadini e si pone quale alternativa al nascituro Partito Democratico Fermignanese che, comunque, diviene a sinistra l’alleato primo verso cui protendere un confronto costruttivo. Il Capogruppo di minoranza, Piero Benedetti, diviene per “Nuova Sinistra per Fermignano”, l’incarnazione di una sintesi tra i due maggiori blocchi del centro-sinistra fermignanese nell’esortazione ad assumere da entrambi una giusta e lucida equivicinanza.

Ciò detto, mi riprometto di sottoporre quanto prima a questo uditorio la Carta di Intenti sottoscritta in fase costituente da tutti i gruppi di riferimento della “Nuova Sinistra per Fermignano”, Carta di intenti che, allo scopo e per il mezzo con cui espongo la questione, dovrà avere un formato compatibile con il mezzo stesso.

Chi fosse interessato, in qualità di aderente o simpatizzante IDV-Fermignano a dare un suo contributo è pregato di mettersi in contatto con il sottoscritto o con gli altri referenti l'IDV fermignanese, o attraverso il blog o attraverso i riferimenti che ci riguardano rintracciabili nel blog medesimo. Abbiamo bisogno di nutrirci delle Vostre opinioni.

Cordiali Saluti,

Mirco Marchetti



mercoledì 25 luglio 2007

Caso Forleo: per farsi un'idea

Vorrei proporvi direttamente la lettura delle ordinanze, in modo ognuno possa farsi, da solo, un’idea della questione. Tra l’altro lo stile poco ortodosso della Forleo rende ciò che, in vero, potrebbe essere ritenuto pesante, si tratta in effetti di atti giudiziari, come una sorta di commedia all’italiana in cui i potenti messi a nudo mostrano il loro lato più ridicolo e patetico. Aggiungo che per comprendere appieno sarebbe bene il lettore approfondisse meglio certi concetti che illustrino come funzionano le aziende quotate, cos'è l'aggiottaggio, l'insider trading e la legge 126tul
i poteri e ruoli di banca d'Italia e Consob nel vecchio ordinamento, (cioè prima della riforma). Vi assicuro che la lettura è gradevole e di facile comprensione comunque anche se intuibilmente lunga, poi dipende tutto da quanto ognuno vuol farsi un’idea precisa ed approfondita della questione.

Per leggere le ordinanze cliccare nel testo su "lettura delle ordinanze"

Mirco Marchetti



martedì 24 luglio 2007

Forleo entra Mastella


Da Repubblica.it
ROMA - "Un attentato contro la Costituzione".

Antonio Di Pietro definisce così la decisione di Mastella di chiedere gli atti della Forleo per valutarne le "singolarità". Il leader di Idv ci vede solo la voglia "di ingraziarsi i Ds" e chiede al capo dello Stato di intervenire.

Nuovo scontro col Guardasigilli?
"È fuori luogo e abusivo che sindachi l'atto di un giudice, e neppure quello di un pm, che può essere valutato solo da altri atti giudiziari, e non dal ministro. Così interviene a gamba tesa sull'indipendenza della magistratura e contraddice la separazione poteri. È la storia di sempre. L'esecutivo, per difendere se stesso, si appropria di una funzione che non gli compete".

Mastella influenza il Parlamento?
"È un boomerang per la credibilità delle istituzioni e per la gente coinvolta. È solo un favore, forse non richiesto; un tentativo maldestro di ingraziarsi i Ds in vista di futuri scenari. Ma è un atto che danneggia la credibilità del governo e mette in cattiva luce tutti. Il ministro può censurare i comportamenti del giudice, ma non gli atti, altrimenti siamo all'assurdo che può sindacare un mandato di cattura che non gli piace, mentre ciò spetta al giudice d'appello".

È un atto irregolare?
"È un passo fuori dall'ordinamento e dalla Costituzione. È un grazie a futura memoria che danneggia gli interessati, perché se uno è innocente non ha bisogno di aiuti. Ma se è colpevole la butta in politica. La solita storia per legare le mani alla magistratura".

Protesterà ufficialmente col suo collega?
"Chiedo al capo dello Stato di ricordare al ministro quali sono i suoi compiti, le funzioni, i limiti. Perfino Cossiga avrebbe stigmatizzato questo comportamento".

L'ha già fatto.
"Non lo sapevo. Si può non essere d'accordo con le motivazioni della Forleo, ma se si fissa il principio che il ministro può intervenire, siamo all'attentato alla Costituzione".

Perché ora è più morbido con la Forleo?
"Possiamo discutere sull'opportunità di usare un linguaggio così forte. Ma sono i giudizi di un normale cittadino, non del Guardasigilli che non può attivare gli ispettori".

Però la Finocchiaro parla di abuso di potere.
"Il giudice fa una valutazione per chiedere le intercettazioni, è il ruolo che gli assegna la Costituzione. Non c'è abuso potere, il problema è che quello che ha scritto non piace, e quindi bisogna smontare l'indagine. Ma per farlo bisogna essere innocenti".

Il gip non doveva rimandare le carte al pm?
"Per farlo deve disporre degli atti. Quindi ne chiede l'utilizzo. Mi ricorda la storia di quando c'era l'autorizzazione a procedere all'Andreotti maniera. La richiesta del giudice veniva respinta se non c'erano elementi per dimostrare la mancanza di fumus persecutionis. Ma la legge diceva che appena spuntava un parlamentare nell'indagine bisognava chiedere l'autorizzazione. Un cane che si morde la coda. Ora è lo stesso: non puoi usare le intercettazioni se non fai la richiesta, ma non puoi farla se non formuli l'imputazione".

Un giudizio su Marini e Bertinotti che protestano?
"Gli atti diretti alle Camere non sono coperti dal segreto. Avere le carte oggi o domani è la stessa cosa. Ci si attacca allo stuzzicadenti per non guardare la trave".

Se le Camere negano l'autorizzazione?
"Paradossalmente l'indagine resterebbe appesa, come una grande incompiuta. E su Fassino resterebbe un ombra, mentre l'unico modo per tornare sereni è togliersi di dosso le ombre".

Bisogna darla prima delle vacanze?
"Assolutamente. Se no si mette in moto un frullatore impazzito. Diventa il gioco dell'estate e delegittima gli interessati".

Come voterà?
"A favore, ma nel pieno rispetto della presunzione di innocenza. Vogliamo che l'indagine vada fino in fondo, altrimenti si fa il gioco di chi di chi ha tentato scalate impossibili, ha danneggiato i cittadini, ma rischia di restare impunito".

Ma è d'accordo con la Forleo?
"Si può discutere se le telefonate sono la prova provata del coinvolgimento dei politici. Per me Fassino è stato tirato dentro, utilizzato, raggirato. Non riesco a vederlo come un correo dei furbetti. Ma se fossi in lui invocherei la valutazione del giudice perché è l'unico modo per liberarsi dal sospetto. Se non ci fosse, la Forleo bisognerebbe inventarla per riottenere credibilità. Altrimenti passa l'idea che Berlusconi prima e i "berluschini" poi incolpano la magistratura per salvarsi".


di LIANA MILELLA



venerdì 13 luglio 2007

IDV, ovvero, L'Isola che c'è

Never Land    l'Isola dell'IDV
L’IDV con Antonio Di Pietro, hanno da subito, dalla nascita, mostrato di vedere con favore e benevolenza il mondo del web e di internet. Internet, “la rete”, hanno palesato una propensione al concedere spazi ed al gestire i rapporti in maniera orizzontale, ciò porta in conseguenza il ritenere internet un mezzo democratico per eccellenza. L’IDV ha acquistato un’isola su Second Life, afferma al proposito Di Pietro:

Second Life è un’area di realtà virtuale che permette di creare un mondo parallelo. In Second Life è possibile definire aree di incontro e di comunicazione per i fini più diversi: politici, sociali, economici. L’ultima conferenza del World Economic Forum di Davos è avvenuta anche su Second Life dove è stato ricostruito un ambiente simile a quello reale. Di recente il Governo svedese ha annunciato l’apertura di un consolato virtuale su Second Life per fornire informazioni e servizi. Molte aziende internazionali hanno propri uffici e aree espositive.
Per il momento ho acquistato un’isola e piantato una bandiera dell’Italia dei Valori. L’isola sarà presto attrezzata con uffici, sale conferenze e punti informativi sulle iniziative dell’Italia dei Valori. Sull’isola i visitatori in futuro saranno accolti da persone dell’Italia dei Valori attraverso la loro rappresentazione virtuale. L’isola sarà inoltre utilizzata per incontri sia interni che con i giornalisti.
"

Quindi un mondo virtuale che molti sono portati al ritenere poco vicino alla realtà. In verità, per sensibilità e cultura, dovendo io lavorare spesso sui comportamenti umani non posso che far mia l’affermazione che vuole che sia reale tutto ciò che produce conseguenze e, come ognuno potrà intuire, non solo le cose tangibili producono conseguenze.

Mirco Marchetti

lunedì 9 luglio 2007

Quote Arcobaleno


Ammetto che il discorso “Quote rosa” non mi ha mai appassionato più di tanto, anzi, ad essere sinceri, lo trovo leggermente ipocrita come discorso ed assimilabile a quelle faccende di cui la nostra politica non di rado si pavoneggia. Oramai non vi è politico che non si congratuli per la tinteggiatura rosastra delle pareti del partito cui appartiene, quasi a sostenere che l’indispensabile “tocco” femminile sia fondamentale ad un cambiamento. Lo sarebbe, di certo lo sarebbe se si ponesse in maniera contingente, oltre la quantità di femmine che dovrebbero entrare nell’agone politico, pure tutte le problematiche ad esse collegate. Posso pensare al problema “casalinghe”, ai vincoli lavorativi lagati allo stato di gravidanza, alle violenze che le donne subiscono negli ambienti di lavoro, ma parliamo comunque di “cose” che succedono, ed è proprio questo che noi si dovrebbe fare, non ingabbiare per quote “qualcuno”, ma “qualcosa”. Se così ragionassimo, eviteremmo tutte le retoriche adagiate sull’effimero mondo dell’apparenza ed inizieremmo a pensare che la politica non ha tanto bisogno di uomini o di donne, quanto piuttosto di persone capaci ed in grado di offrire soluzioni ai problemi in base alla personale esperienza di vita. E’ quindi l’esperienza che deve entrare in parlamento, ed allora dovremmo parlare di “Quote precari”, “Quote meno abbienti”, “Quote mano d’opera ed operai”, “Quote pensionati”, “Quote immigrati”, “Quote emarginati”, “Quote diversamente abili”, “Quote cassintegrati”, “Quote licenziati” .. e via dicendo. Troppe quote? Pensate poi non ci sarà spazio per gli agiati, i ricchi, i figli di.., i petrolieri e gli industriali? Pazienza, io ritengo si possa tentare un altro approccio alla politica ed invece di ciarlare di “Quote rosa”, io mi getterei su quote multicolore; Che ne dite di “Quote arcobaleno?
Che ne dite, ci proviamo?

Mirco Marchetti

venerdì 6 luglio 2007

Berluscagate


Premesso che:
- Il Csm, il consiglio superiore della magistratura, ha denunciato il Sismi per aver spiato le procure della Repubblica di Milano, Roma, Torino e Palermo, sorvegliando le iniziative di 47 magistrati italiani, con lo scopo di intimidirli e screditarli con azioni “anche traumatiche” e, inoltre, ha spiato 156 magistrati europei
- Tra i magistrati spiati alcuni erano impegnati in processi che vedevano coinvolti esponenti del centro destra
- Tra i magistrati spiati vi sono Bruti Liberati, Colombo, D’Ambrosio, Ingroia, Caselli, Bocassini, Davigo, Greco, Paciotti ...
- La denuncia è stata votata all’unanimità e nella sostanza avallata, dal presidente della Repubblica, nella sua veste di presidente del Csm
- Nella denuncia del Csm è riportato che il Sismi svolse un compito “estraneo alle sue attribuzioni e alle sue competenze” in quanto doveva “vigilare sull’integrità di uno Stato e non garantire la stabilità del governo contingente”
- Il Sismi, il servizio segreto militare italiano, dipende direttamente dal Ministro della Difesa al quale compete di stabilirne l'ordinamento, curarne l'attività sulla base delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio
- Il Sismi ha esercitato questa attività illegale dal 2001 al 2006 durante il governo Berlusconi
- Titolare del Sismi era Nicolò Pollari, ministro della Difesa Antonio Martino e presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

delle due l’una:
- il Csm ha preso un colpo di sole
- Pollari, Martino e Berlusconi sono coinvolti nel più serio atto di eversione contro la democrazia in Italia.

Il Watergate al confronto fu una sciocchezza. Nixon uno che rubava le caramelle ai bambini. Lo scandalo scoppiò allora grazie ai reporter Bob Woodward e Carl Bernstein del Washington Post. In Italia c’è voluto il CSM. E nessun senatore o deputato, tranne un paio, si scompone. Intanto Pollari si difende sul Tg5 dello psiconano: “Mai svolte attività illecite”.
Oggi il Parlamento è tranquillo. Una bella giornata di luglio in attesa delle ferie, prima di mettere la mordacchia ai giudici con la nuova legge ceppalonica e di vietare la pubblicazione delle intercettazioni dei politici.
Nelle dittature si sa chi abbiamo di fronte, nella pseudo democrazia italiana neppure quello.

da
Beppe Grillo

martedì 3 luglio 2007

Demagogizzando


L’immigrazione è un fenomeno sociale che da alcuni anni fa da sfondo al dibattito politico. La cosa certa è, come scriveva tempo fa il buon Bolaffi, che l’eccessiva politicizzazione della problematica avrebbe determinato la stasi nella concreta ricerca di soluzioni a riguardo. Quindi, se da una parte imperava una sorta di “buonismo di maniera” adagiato sul “laissez-faire”, dall’altra parte si faceva strada l’impeto demagogico che, nutrendo una cultura contro, si esprimeva tout court a sfavore dell’immigrazione associandola spesso a fatti di natura giudiziaria a rilevanza penale. Fu allora che nacquero movimenti ad oc, movimenti adagiati sull’isteria delle masse e che novelli politicanti affacciati sul panorama politico nostrano presero con profitto a cavalcare, mentre, per parte mia, un politico con gli attributi avrebbe dovuto cominciare a domarlo il cavallo, non a cavalcarlo come molti oggi tentano di fare. Rimane il fatto che a tutt’oggi, seppur da più parti si vada brandendo lo spauracchio immigrazione, poi, all’atto pratico, nessun politico pare voler offrire soluzione alcuna ad un problema che è in primis problema sociale e non giudiziario. A Fermignano, una Giunta sostenuta da una coalizione di centro-destra e capeggiata da un Sindaco leghista, coalizione che ha basato molte delle proprie argomentazioni sul versante immigrazione, poi all’atto pratico non ha saputo neppure riservare una delega in Giunta all’immigrazione stessa. Come sempre, grande enfasi all’urbanistica, luogo in cui si affacciano interessi ed interessati, tanto che sarebbe pazzesco pensare ad una Giunta senza Assessore all’Urbanistica per l’interesse che la materia rivela per taluni ma, francamente, rimango allibito nel constatare che non vi sia un Assessorato all’Immigrazione a Fermignano tale da poter far pensare che, finalmente, un’Amministrazione, dopo tanto chiasso, sia disposta ad offrire soluzioni a riguardo mediante una gestione competente ed accurata della problematica. Devo dire che personalmente avrei pensato ad un confronto costruttivo attraverso Consulte di immigrati (divisi nelle varie etnie) e di autoctoni, coordinati da una mano istituzionale (Assessorato all’Immigrazione) e che avrebbero avuto sulle spalle l’oneroso compito di aiutare l’amministrazione nella gestione di una problematica che altrimenti rischia, nel laissez-faire, di rendere noi tutti, immigrati ed autoctoni, sempre più insofferenti. Come al solito, ci si serve di problemi per attirare i consensi dimenticandosi però di offrire soluzioni per i problemi medesimi quando sappiamo tutti che il principale compito della politica è proprio quello di offrire soluzioni. Senza tema di smentite posso affermare che questa Amministrazione di centrodestra dopo oltre un anno dal suo insediamento, non ha proposto nulla a riguardo anzi, sembra che il problema, adesso che i voti li hanno presi, non esiste più. Ed allora, alla domanda: “Potremo mai vivere assieme?” – Beh, basta guardarsi attorno per capire che, Noi stiamo già vivendo assieme, ora sta al buon senso il saper organizzare nuove forme di convivenza che possano rendere soddisfacente il vivere in comune, quel buon senso che sappia rendere ogni cittadino padrone indiscusso del proprio futuro. Quel buon senso che dovrebbe ripudiare le demagogie per abbracciare il campo della ricerca di soluzioni accettabili e praticabili per tutti.

Mirco Marchetti – IDV Fermignano