mercoledì 25 febbraio 2009

Camilleri si allea con Di Pietro?


Andrea Camilleri propone per le elezioni europee del prossimo giugno una lista con due simboli che realizzi una alleanza tra i "cittadini senza partito" e l'Italia dei valori di Di Pietro. La proposta viene avanzata nel corso di una tavola rotonda pubblicata sul nuovo numero di MicroMega, in edicola da venerdì 30 gennaio, a cui hanno partecipato Andrea Camilleri, Antonio Di Pietro e Paolo Flores d'Arcais.

Camilleri risponde con un esplicito "Esatto, è questa" alla domanda del direttore di MicroMega che prova a sintetizzare la sua proposta: "Dunque tu proponi un'alleanza che veda da una parte i cittadini che non fanno politica in modo professionale, e che però nell'emergenza che vive il paese decidono di impegnarsi nelle elezioni per il parlamento europeo, e dall'altra il partito di Di Pietro, che ti sembra l'unica opposizione oggi esistente. È questa l'idea?" 

Camilleri aveva spiegato: "Bisogna stringere una alleanza tra persone che non hanno "le carte macchiate" e cioè che siano oneste, con la fedina penale pulita, che non abbiano mai fatto politica e si decidano a farla in questa situazione d'emergenza". "Sono perfettamente convinto", ha argomentato Camilleri, "che oggi come oggi il centro-sinistra, così come è organizzato, non sia minimamente in grado di fare una seria opposizione. (...) Oggi Di Pietro rappresenta l'unica vera opposizione. Allora cosa bisogna fare per evitare un disastro? (...) Il problema a mio avviso, ove non si voglia frazionare ulteriormente l'opposizione, è quello di avere una lista che, pur rappresentando i senza partito, sia in qualche modo legata a un partito già esistente, il più vicino agli ideali, e non agli interessi, di coloro che compongono la "lista dei senza partito" (...) Mi pare che sia importante saggiare se c'è la volontà di questo affiancamento fra due liste possibili, e individuarne le possibilità di realizzazione". 

Di fronte a questa proposta di Camilleri, Antonio Di Pietro si dice disponibile ad aprire le proprie liste a esponenti della società civile "fino al 70-75 per cento" e a valutare anche la possibilità di modificare il proprio simbolo, a condizione di non cederne la titolarità a terzi. Con questa conversazione, ha concluso Camilleri, "abbiamo stabilito un primo contatto. Il passo ulteriore è comunicare questo progetto, magari preparando un manifesto programmatico, anche attraverso MicroMega o via web, per iniziare a sondare il terreno. D'altra parte, il milione di firme raccolto da Di Pietro contro il lodo Alfano, dimostra che un'opposizione diffusa e latente c'è già. (...) Per ora la cosa migliore da fare è quella di continuare a confrontarsi senza perdere di vista l'obiettivo. Non si può essere pessimisti, altrimenti è meglio giocare alla roulette russa".

che ne pensate di questa proposta?

Mirco Marchetti 

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