lunedì 13 ottobre 2008

Crisi finanziaria: spunti per una riflessione

Voglio mettere all'attenzione questa lettera/stimolo inviatami ieri da Pierpaolo Benni e sulla quale gradirei faceste le vostre considerazioni.

Mirco Marchetti

"Ragazzino, lasciami lavorare: questa era la sostanza delle risposte comunque imbellettate che ricevevo.

     Risposte cui ero professionalmente abituato, avendo accumulato un’esperienza industriale di parecchi anni ed in campi diversificati sulla promozione del trasferimento industriale dell’innovazione tecnologica.

     Io amo il progresso cosciente, e non sono solito mollare l’impegno di fronte alle difficoltà.

     Così, negli anni 2000 – 2001, progettai, promossi e diressi un corso di GESTIONE DEL RISCHIO tenuto da un notevole numero di specialisti operanti nella Società Civile, nel quale io per primo appresi l’esistenza di un’infinità di strumenti, basati sull’evoluzione dei sistemi di elaborazione dati e della sensoristica, adatti a sostituire senza possibilità di confronto la palla di vetro.

     Naturalmente, la reazione degli Executives, questa volta non solo dell’Industria, ma delle Banche ( allora le Finanziarie in ITALIA erano giochini misteriosi imbrigliati da serie limitazioni per proteggere i Cittadini dal RISCHIO ), delle Strutture Pubbliche di ogni tipo, del Territorio ecc … cui presentavo il progetto per loro chiaramente sconosciuto e quindi spaventoso data la novità, era il solito enorme interesse sostanzialmente concluso dall’altrettanto solito <<>>.

     Così scoprii che la vera fonte delle perplessità non trovava origine nell’ignoranza ( normale, trattandosi in gran parte di eccezionali innovazioni per l’ITALIA, importate solo occasionalmente anche dalle Università a causa del conservatorismo dell’Establishment ) verso gli strumenti sconosciuti e la loro affidabilità, ma esattamente nel rigetto tipico italiano verso la RESPONSABILITÀ, esattamente lo stesso atteggiamento verificato nel precedente caso dell’innovazione puramente tecnologica.

     Se esistono documenti oggettivi e credibili su quanto è oggetto delle decisioni a me delegate, come faccio a giustificare eventuali errori, con verosimili conseguenze anche gravissime a mio carico ?

     Nessuno immagina quanto sia comune in ITALIA ( e nei Paesi meno evoluti ) la scelta di non voler conoscere possibili difetti tecnici minimi rilevabili grazie al progresso tecnologico, per non dover adottare le decisioni di sicurezza conseguenti, che possono anche essere il solo monitoraggio della situazione !

     Meglio ricorrere allo " incidente imprevedibile " o trasferire la colpa allo " errore umano ", contando che fra le vittime si contino anche coloro che potrebbero avere prove inconfutabili da raccontare ( se ascoltati ).

     Direi che il limite di questo comportamento, che essendo un limite non è stato superato nemmeno all’estero, si incontra nell’utilizzo dell’informatica nell’applicazione della Giustizia: il Processo Informatizzato, con esplicitazione di tutte le informazioni necessarie e disponibili da non trascurare nel dibattimento, affette dal coefficiente di affidabilità / gravità delle notizie emerse, ed elaborazione finale della sentenza da parte del sistema sulla base di tutta la giurisprudenza esistente ( applicabile o di supporto ), con Collegio Giudicante responsabile di adottare o respingere la sentenza, solo motivando la decisione.

     Quante garanzie di oggettività in più rispetto al Tribunale palestra di Principi del Foro otterrebbe Cipputi !

     Oggi ci troviamo di fronte al revival della crisi del 1929 in chiave mondializzata fin dalla partenza.

     Avendo a disposizione strumenti di raccolta, elaborazione, simulazione dati ecc … assolutamente inimmaginabili 80 anni fa, e il cui possibile livello d’errore è definibile con sicurezza, come è possibile il ripetersi di un incidente che, d’altra parte, anche un bambino poteva prevedere senza nemmeno possedere la palla di vetro ?  E come è possibile che si pubblicizzino incertezze nei confronti delle azioni da adottare, quando si può prevedere tranquillamente l’evoluzione del fenomeno a fronte dei diversi interventi ?

     Certamente, i sondaggi Elettorali sono stati da tempo abilmente utilizzati per dimostrare Urbi et Orbi l’inaffidabilità delle previsioni " scientifiche ", e quindi invalidare sia il sistema sia la credibilità delle previsioni scientifiche, ma ciò non deve sorprendere, dato che gli operatori di quel delicato campo sono ridotti a pochi ammucchiati sotto la stessa cappa, dai quali i committenti si attendono solo conferma di ciò che essi stessi stanno raccontando pubblicamente.

     Forse che, anche senza la montagna d’informatica disponibile, gli addetti al mestiere non sanno che, in tutti i casi, i tamponamenti inadeguati come quelli adottati finora per il terremoto finanziario, finiscono inevitabilmente in scomparsa delle risorse destinate ad essi e peggioramento della situazione ?

     Allora, torniamo indietro: come sempre il crack poteva essere evitato senza la minima difficoltà in sede preventiva, e che preventivamente TUTTI i Responsabili di agire fossero ben coscienti del disastro che stava montando grazie alla loro inattiva incapacità dolosa, non può in alcun modo essere messo in dubbio.

     Se poi il trentacinquenne Neel Kashkari, scelto come responsabile della gestione degli 850 MLD di DOLLARI del " Piano Paulson ", dice su YouTube che i Grandi Managers degli Istituti salvati dallo Stato " non perderanno i loro stipendi d’oro come stabilito dal Congresso " ma subiranno solo " modesti ritocchi … perché noi preferiremmo aiutare le banche ricche a diventare ancora più ricche ", domando come possa esistere chi ancora ha fiducia nei Leaders di queste ex DEMOCRAZIE europee.

PER QUESTO MOTIVO DEVONO ESSERE PROCESSATI TUTTI COME CRIMINALI DI PACE PER DISASTRO DOLOSO.

     Ed infatti, in ITALIA, di fronte alle difficoltà oggettive che questo Governo non può evitare di accollarsi pur con tutto lo spiegamento di Plagio mediatico in cui è maestro, eccolo nuovamente costretto a rilanciare lo spauracchio dell’Alternativa Prodi imponendo all’esule Sergio Cofferati, misero Sindaco di BOLOGNA, poche settimane dopo aver dato la disponibilità a ricandidarsi, non solo di far sapere di aver deciso di dedicarsi al figlioletto, ma addirittura, il giorno successivo ad una presa di posizione che ignorava le ambizioni dei Prodiani, di tornare sull’argomento per smentirsi in loro favore.

     Eppoi si legge che l’Università italiana appare al 200 posto delle classifiche mondiali !

     Se BOLOGNA è rappresentata dagli Economisti-Giuslavoristi-Giornalisti della scuola prodiana, da Biagi a Panebianco, a Ichino, per arrivare fino al probabile " Candidato Sindaco Prodiano " Flavio Del Bono proprio quando gli Economisti vorrebbero nascondersi per ciò che hanno combinato, perché meravigliarsi ?

     Se ora, come sempre accade quando non si interviene preventivamente, il risanamento del disastro mondiale assume aspetti che io giudico " oltre il dichiarabile ", ed un livello tale che non è affatto certo possa venir superato pur con l’intervento degli Stati, è altrettanto certo, e deve costituire pesante aggravante al processo dei colpevoli, che è ugualmente insensato perdere tempo con pannicelli che dissanguano le energie necessarie per riprendersi, o alimentano addirittura la tragedia.

     È o non è ovvio che, le squadre che non hanno saputo intervenire preventivamente, non hanno alcuna credibilità per progettare e condurre il salvataggio, e vanno emarginato e sostituite al più presto ?

     Poi, occorre smetterla di fingere di giocare solo con Finanza e Banche, e con una CONFINDUSTRIA chiaramente inadeguata e capace solo di chiedere aiuto, per prepararsi come è necessario, ad affrontare il vero dramma, quello dell’Economia: un risanamento che impegnerà tutte le risorse soprattutto umane di sopportazione e coesione mobilitabili al sacrificio, in nessun modo da sollecitare alla contrapposizione con ipoetsi contrattuali antisociali e falsamente efficientiste.

     Il che tecnicamente comporta correggere, per l’ITALIA, l’errore fondamentale che ci ha portato in questo terremoto, la pseudo-Privatizzazione materiale e morale di enormi risorse in nessun modo liberalizzabili, a partire dei Fondi della Sicurezza Sociale per finire agli intrallazzi residui a livello periferico costruiti solo per sfruttare la prassi delle perdite-pubbliche-e-profitti-privati inventata a livello centrale, eppoi esplosa nel campo finanziario con l’utilizzo dei Debiti come garanzia per i Crediti attraverso il Mare Magnum delle maledette cartolarizzazioni.

     Si devono RINAZIONALIZZARE ( o RIMUNICIPALIZZARE ) ai prezzi di saldo correnti, visto che comunque quella è la destinazione ultima, non solo tutti i Fondi della Sicurezza Sociale e quelli destinati alla Pubblica utilità, ma soprattutto tutte le attività non liberalizzabili a partire da quelle Energetiche, dato che il prezzo della scarsa ed incerta Energia Disponibile e la sua destinazione prioritaria, sarà la chiave per realizzare il risanamento, alla faccia di chi ha il coraggio di " paventare la discesa sotto i 90 DOLLARI al barile del prezzo del petrolio " !.

     Da cui, l’ulteriore aggravante per i colpevoli del disastro, perché questa crisi rallenterà l’adozione degli accorgimenti scientifici necessari alla salvezza ecologica del Pianeta, compensata solo, per necessità, dai ridotti consumi, come é per la RUSSIA post U.R.S.S. ."

Pierpaolo Benni

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